50 sfumature di arancione - di Lucia Tundo

02.01.2013 09:51

Si è concluso il sondaggio telematico di CambiareSiPuò. La maggioranza dei votanti si è espressa a favore della "formazione di una lista comune, avente come candidato premier non contendibile Antonio Ingroia (che ha dichiarato la disponibilità ad accogliere nel programma i nostri dieci punti irrinunciabili), con attribuzione a un comitato di garanti della formazione delle liste, nelle quali è comunque previsto l’inserimento dei segretari politici di IDV, Comunisti italiani, Verdi e Rifondazione comunista.
Circa due elettori su tre hanno, appunto, votato a favore. Temo che più di qualcuno lo abbia fatto per paura dell'ennesimo fallimento a sinistra. Lo trovo sensatissimo, così come trovo sensato l'intervento di Fabio Alberti che ho ricevuto via mail e di cui purtroppo non ho un link. Posso solo copiarne alcuni brani: "L'indispensabile è che si superi l'anomalia italiana secondo la quale non è data la presenza nel discorso politico ufficiale di una alternativa radicale alle politiche della Banca Europea, che si superi il bipolarismo in cui tutte le vacche sono nere e che si apra un nuovo spazio politico pubblico. [...] Precondizione perchè i lavoratori tornino ad avere un riferimento politico, la possibilità che ci sia lo spazio politico per la nascita di una sinistra antiliberista unita e con vocazione maggioritaria, come nel resto d'Europa. Ma perchè questo avvenga ci sono cose necessarie. Il necessario è che nessuna persona torni a casa, che il percorso di aggregazione che ha riunito tante donne e uomini della sinistra antiliberista italiana non si interrompa; che Cambiare si può, non potendo essere il contenitore non rinunci ad essere parte e ad incidere sul contenuto. Credo che le donne e gli uomini che hanno partecipato a Cambiare si può non dovrebbero rinunciare, per una delusione, a giocare la partita, che non si gioca prima, ma soprattutto dopo le elezioni, che non riguarda noi, ma milioni di persone".
Tuttavia voglio precisare che per me CambiareSiPuò non è mai stato un contenitore e che il nome del contenitore mi è abbastanza indifferente (a proposito, piano ad usare la sigla CSP, mi risulta già usata da Rizzo per i suoi Comunisti Sinistra Popolare). ll problema è proprio il contenuto, e specialmente la candidatura unica non negoziabile di una sola persona, per quanto degna, e l'inserimento dei segretari politici di altri partiti (anche se secondo il PdCI veneto Diliberto non intende candidarsi, però non ho ancora trovato conferma di questa cosa sul nazionale).
Io ho votato no. Spero davvero che sia possibile coagulare le forze della sinistra dispersa, ma intendo gli elettori, non certo i comitati centrali. Di questi personaggi che hanno ridotto il capitale ideologico e umano della sinistra ad una guerricciola interna che si è consumata con alquanto strepito mentre ci scippavano lo stato sociale, i nostri diritti e soprattutto rovinavano il futuro dei nostri figli non ne voglio più sapere nulla.
Proprio per questo resto.