... ancora tu ... - di Francesco Briganti

11.07.2014 11:57

Garantisco che gironzolare nei dintorni di casa mia è un bel passeggiare. Distese di ulivi da una parte, coloniche ristrutturate e sparse dall'altra, piccoli agglomerati di case a fare quasi villaggio a spuntare improvvisi in mezzo alla campagna e di contorno una collinetta boscosa quasi misteriosa, ma per nulla minacciosa. Sulla testa, stamani, un cielo azzurro tanto intenso che a fissarlo sembra di guardare l'infinito. La mente si estranea per la tangente e senza più controlli vaga e vaga e vaga .
I pensieri, innumerevoli, nascono ad ogni passo, smaniano, spariscono, ricompaiono sotto altre spoglie. Litigano tra loro mentre si affollano per poi rimbalzare verso quel cielo celeste per poi sparire o ritornare violenti come da esso respinti. Giocano tra le fonde degli alberi, sfiorano nidi canterini di passeri, seguono il volo spensierato di tortore e rondini in cabrate acrobatiche e virate impossibili nel mentre che merli dispettosi saltellano quasi seguendomi nel campo parallelo alla strada.
Distese di mais crescono rigogliose; lontano su quell'orizzonte, il più vicino, un trattore segue una sua corsia definita ed alle sue spalle la collina di Montecarlo a fare da barriera al profumo ed all'odore del mare lontano di quella Versilia e di quell'Arno a sfociare dove, già da un po', corpi e menti sono a perdersi in una sofferta, meritata vacanza ...
Oggi, tutti gli oggi, è/sono quel domani che ieri definivo "un altro giorno". E' sconfortante avere la certezza che questo domani di altro non avrà nulla se non il numero che lo specifica tra i trecentosessantacinque dell'anno in divenire. Ventiquattro ore qualunque in cui non ci sarà una finta risolutrice, un passaggio geniale, un gol rocambolesco a far gridare al miracolo balistico. Ci saranno, invece e come al solito, arbitri corrotti, fuorigioco non fischiati, gol annullati anche se validi e convalidati anche se irregolari. Guardialinee venduti fingeranno disattenzioni e sviste programmate, mentre le telecamere a fare la cronaca ci racconteranno tutta un'altra partita rispetto a quella che si sta giocando.
Sugli spalti o di fronte ad un schermo bluastro faremo il tifo per i rossi o per i neri, per la nazionale delle vecchie glorie o per quella under 21 che si spaccia per nuova giocando secondo lo schema trito e risaputo di vecchi marpioni o finte Cassandre a disegnare un futuro di alieni e falsi profeti. Un vecchio saggio dalla tribuna più riservata si farà intervistare piangendo per le giovanili di uno sport che non lascia spazio e abbandona ai margini di un rettangolo verde a fare di loro rassegnati spettatori arresisi al cospetto di regole che non avrebbero voluto, che non hanno contribuito a redarre, che, complice anche il vecchio saggio, sono lì a ricordare loro che non contano un beneamato .... .
Oggi, come ieri e domani, una novella miss diventata ministro ci dirà che ci stanno aiutando; un'altra. da sola o in combutta con sodali tanto sfrontati quanto disinvolti, sorriderà spargendo fiducia ai creduloni, distribuendo rassicurazioni ai più titubanti, inculando senza pietà quelli che la guardano sapendo che nulla hanno da aspettarsi da una team raffazzonato, usurpatore: Caino dei deboli ed Abele dei potenti; novanta minuti perenni di una partita, questa come le altre, alla quale gran parte di noi non riescono a sottrarsi più nemmeno volendo.
... il cancello di casa; finalmente e liberatorio. La testa si calma mentre l'ultimo pensiero si acquieta tra le orecchie guardando il cane felice del fatto che sei ritornato; chi sa se perché ti vuole bene davvero o solo in virtù del pasto che, forse, non gli negherai.
Ecco quello che siamo: cuccioli fedeli, felici a scodinzolare un padrone che ci fornisce un pastone quotidiano, sempre lo stesso, ma ogni volta più sciapo ed annacquato nel mentre che noi uggioliamo felici in attesa di ...

quell'altro giorno che sarà DOMANI!.