BANDIERA ROSSA …. - di Francesco Briganti

09.12.2013 07:17

Milioni di italiani, ieri, hanno deciso che Parigi ed il proprio voto valevano bene una messa ed i loro soldi. Milioni di Italiani, ieri, hanno dimostrato al “nano criminale” ed al gesugrillo che quelli che votano vogliono contare e non sono affatto morti. Milioni di italiani, ieri, hanno dimostrato ad altri e più numerosi milioni di italiani che restandosene a casa, riusciranno soltanto, forse, a poter continuare, inutilmente e colpevolmente, a lamentarsi, ma di certo non avranno nessuna influenza sul proprio destino e u quello di questa nazione. Milioni di italiani, ieri, hanno sancito come davanti ad un notaio, che questo governo, frutto della politica imperialistica di vecchi ed inutili politic(ant)i, espressione della spazzatura più indifferenziata, non è quello che essi vogliono. Milioni di italiani, ieri, hanno detto al mondo che l’Italia esiste e che non si farà uccidere senza combattere.
Ha vinto Matteo Renzi. Ha vinto con una plebiscito le cui proporzioni sono epocali, i cui numeri non lasciano adito a ulteriori riflessioni se non a quelle relative ad una presa d’atto di una esequie celebrata senza nemmeno troppa tristezza. Ieri il popolo della sinistra ha dimostrato a sé stesso ed a tutti quanti gli altri che il PARTITO COMUNISTA ITALIANO definitivamente un ricordo, bello, meraviglioso e grande quanto si voglia, ma solo e soltanto un ricordo. Ieri, il popolo della sinistra aveva l’occasione più unica che rara di rendere chiara l’essenza della propria esistenza e la sostanza della propria voglia di combattere e di farsi valere. Ieri, il popolo della sinistra ha ufficialmente abdicato al proprio ruolo di forza rivoluzionaria e riformista, così come noi, VETERO (?) comunisti l’abbiamo sempre intesa. Ieri, il popolo della sinistra si è dichiarato come NON BELLIGERANTE E NEUTRALE rispetto al proprio destino.
Lo hanno fatto quelli che come me, PUR NON ESSENDO DEL PD, sono andati a votare e lo hanno fatto per Civati, espressione di una sinistra frontista e battagliera quanto si voglia, ma che nei numeri è perdente. Lo hanno fatto tutti quelli che pur sentendosi espressione di una sinistra alternativa al PD hanno ritenuto di restarsene a casa perché non hanno riflettuto abbastanza su quello che il loro voto poteva significare per il cammino futuro dell’intero popolo della sinistra; lo hanno fatto quei dirigenti alternativi al PD che non hanno avuto l’intelligenza di dire ai loro seguaci: “ … forza, diamo un segnale, spendiamo quattro lire per dire a questi vigliacchi maramaldi quanti siamo …”; lo hanno fatto quelli che hanno detto al loro partito che Cuperlo i suoi predecessori e coloro che, eventualmente, lo seguiranno, sono il loro ideale di sinistra: sardonica, “dietroquintista”, figlia di spartizioni ed accordi al di sopra e al di là della volontà degli elettori. Lo hanno fatto ed in maniera dirompente tutti coloro che hanno dato a Renzi il loro consenso, ASSERENDO NEL MODO PIU’ CHIARO POSSIBILE, che la POLITICA DALLE MASSE non c’è più sostituita dalla POLITICA DAI CAPI i quali dettano una linea ed un programma ai quali il popolo si accoda e nei quali ancora una volta crede con un atto di fede IRRAZIONALE ED INGIUSTIFICATO.
Adesso RENZI!. Il suo discorso di insediamento è stato pieno di fascino e di spirito riformista e finanche rivoluzionario; ma tutti i dubbi del prima restano per il dopo. Del suo carisma e della sua capacità di aggregazione, meglio espressa dall’aver detto quanto una voglia di adesione sia profonda in questo popolo, abbiamo già detto. Della sua capacità di mettere in atto quanto contenuto nel suo programma dipende da quanto quella forza elettorale che lo ha votato, saprà far sentire ai vecchi del partito che il loro tempo è finito e dipende anche dalla sua voglia di ESSERE davvero e non solo di APPARIRE. Tutto si comincerà a vedere a partire da oggi, quando dall’alto di una carica ben più politica di quella di un sindaco dovrà parlare con tutti coloro, che saliti sul suo carro in corsa, dovranno accettare di farsi da parte per fargli FARE QUELLO CHE LORO IN ANNI DI ESERCIZIO POLITICO NON HANNO MAI FATTO.
Noi che ieri C’ERAVAMO, su di un altro lato del campo, non possiamo né dobbiamo sentirci delusi o sconfitti, perché quel 14% dato a Civati testimonia la nostra vitalità e la nostra voglia di dire che NOI CI SIAMO e che, anche se pochi rispetto a quanti avremmo potuti essere, DOBBIAMO CONTINUARE a premere affinché la politica cessi di ESSERE CHIACCHIERE e DIVENGA FARE CONTINUO e se a riuscire in ciò dovesse essere RENZI, ebbene, PER QUELLO CHE FAREMO. il suo successo SARA’ ANCHE MERITO NOSTRO.