Caro amico ti scrivo … - di Francesco Briganti
Ho un ginocchio gonfio!. Non ho subito traumi recenti e dunque deve essere il vecchio crociato che rotto tanti anni fa giocando a “pallone” adesso che la vecchiaia incombe ha deciso di reclamare una maggiore attenzione. A chi frega questo?: in linea di principio a Nessuno!. Lo scrivo soltanto perché la citazione mi occorre per tentare un esperimento la cui idea ispiratrice mi viene da un commento che una mia amica virtuale, Patty, ha fatto l’altro giorno. Ma, lasciatemi divagare ancora per un attimo.
Innanzitutto come è andato questo binomio festivo testé conclusosi?; se in “questo paese” vigesse la regola per cui tutti, ma proprio tutti, avessero un minimo, uguale per ciascuno, a garantire la dignità della vita, la domanda sarebbe inutile, ma visto che così non è allora procediamo, e solo per amor di compiutezza, affermando che, poi, da quel minimo si potrebbe partire ed in funzione dei meriti, della resa, della specializzazione, ciascuno dei soggetti protagonisti potrebbe aspirare alle stelle e/o spingersi a scalare le eventuali tappe di connessione tra l’una e l’altra delle professioni; ed allora sì che ci si potrebbe confrontare in qualsiasi momento ESSENDO di fatto a pari dignità con qualsiasi uno dei tutti. In fondo questo non è altro, (vedere per credere;ndr), che ciò che afferma l’articolo 3 della Costituzione al comma 2. Visto che così non è, allora la domanda è lecita e sott’intende la speranza di una risposta rasserenante.
Molti riterranno, per pudore, perché vergognosi, al fine di non sfigurare, di non rispondere, pensando un sacrosanto “fattiicatuoi” o peggio di inventarsi la qualunque spa pur di mostrarsi all’altezza di ciò che crede essere la realtà degli altri. Ebbene sappiate che uno dei guai di questa società bi millenaria è proprio quello dell’apparire e l’apparire non è mai sincero, in quanto artefatto o, nella migliore e più ottimistica delle volte, costruito ad arte per cui risultano brillare come stelle in cielo situazioni più nere di una fuori uscita di petrolio da una “uccidioceano” alla deriva.
Ed eccoci, quindi, al punto. Io ho circa quattrocento amici virtuali ed una media lettori, stando a ciò che dice face book che si aggira attorno ai seicento con punte apicali di mille e passa; a ciascuno di loro oltre ai soliti “pipponi” di politica e di costume, che per troppa bontà vengono letti e commentati, io ogni tanto offro spezzoni di vita personale, racconto di luoghi e situazioni a me vicine, rendo parte della mia anima e del mio essere. So di farlo senza troppa maestria, e quando rileggo mi rendo conto degli strafalcioni presenti per la fretta o proprio perché manca nello scrivere un quid; occorrerebbe, infatti, mettere un attenzione precisa e puntuale essendo l’espressione su carta diversissima da quella vocale, attenzione che non sempre è presente; ma, ciò detto e riconosciuto, mi sembra evidente che se lo faccio io, scrivere intendo, può farlo chiunque.
Tra gli amici virtuali che mi onorano della loro attenzione, pochi sono quelli che conosco personalmente; alcuni sono parenti, altri esprimono rapporti di vecchia data, eppure e con troppa faciloneria con ognuno di essi alla fine si parla di rapporto di amicizia; si chiede, si dà, si nega, si toglie banalizzando una parola la cui importanza ed il cui significato non potrebbe essere più alto e profondo. Perciò, ed in funzione di quanto su scritto, che ne direste se provassimo a dare alla parola AMICIZIA quel che a quella parola occorre per riacquistare anch’essa la propria dignità?.
Che ne direste se provassimo a diventare amici sul serio cominciando a raccontarci l’uno all’altro per come si sa, per come si può, per come si vuole?; lasciando che come per gli amici veri, i fatti si fondano, le opinioni si scontrino, i vaffa si intreccino per poi didtricarsi a riprendere l’attimo insieme?.
Ecco, è un invito propedeutico a futuri incontri, a futuri approfondimenti a maggiori partecipazioni e scambi paritari tra tutti, durante i quali ognuno dà e prende in egual misura e contributo. Mi piacerebbe e ci spero.
Ditemi la Vostra.