... cercami ... - di Francesco Briganti
Un tempo di merda!. In tutti i sensi cronologicamente e metereologicamente parlando: l'inverno sta alla fine di aprile come il putto fiorentino sta alla sinistra; uno schifo!.
Nell'aria, ovunque c'è baruffa. Quasi si respira l'infinita stanchezza di chi si rende conto di quanto ogni sforzo sia vano; di quanto sia inutile vergare di segni, ai più inintelleggibili, infiniti fogli di carta o lavagne virtuali che, entrambi, serviranno da carta igienica o, e rispettivamente, ad un'auto assoluzione di peccati riconosciuti, ma mai confessati: l'ignavia, l'abbandono, la rassegnazione, la speranza disillusa già sul nascere del qualcosa che cambierà domani.
Per opera di chi nessuna sa, ma tutti sperano; quelli buoni e quelli cattivi; quelli oppressi e quelli ad opprimere; quelli onesti e quelli disonesti; ognuno a cercare quella dimensione adatta a lui che gli consenta di salire almeno di un gradino quella scala mobile in discesa verso una direzione, quale di abiezione, quale di disperazione, quale di puro e semplice egoismo personale, verso la quale questopaese sembra destinato senza possibilità di remissione.
Un pugno chiuso levato al cielo sembra essere quel collante ricercato da ciascuno a dirsi scontento, di più, infelice. Una mano aperta ed uno slogan bastardo caratterizza gli estremisti che a parole si battono dalla sponda opposta, ma tra tutti questi una parte piccolissima agisce in un qualche modo senza, però, mai riuscire anche solo ad interferire con la gioiosa macchina da guerra messa in movimento da un imbecille anni or sono:
UN IMBECILLE CHE NON SI CAPISCE PER QUALE MOTIVO DOVESSE DICHIARARSI PENTITO DEL PROPRIO PASSATO.
in una contestualizzazione generale dell'accadere, il divenire scorre incurante anche di sé stesso quasi avendo una premonizione certa che il già divenuto non sia che l'avanguardia di un peggio a venire in un certo qual modo ineluttabile e impossibile da cambiare. Le voci si susseguono e si alternano in grida di battaglia che preannunciano sfaceli qualora che, lasciando il seguito a quel "che" libero da ogni limite insopportabile e pronto ad adeguarsi a quale che sia la schifezza ulteriore in arrivo.
Il tutto ed il suo contrario si sposano in ogni persona attesa, senza attenzione, ossimoro egoistico, alla propria doppia singolarità, ossimoro freudiano, con una sfacciata noncuranza come se fosse normale indignarsi degli altrui comportamenti, dal più banale al più eclatante, nel momento stesso che ciascuno confessa a sé stesso, senza dirselo apertamente che in una stessa situazione il proprio agire sarebbe stato identico quando non peggiore.
VI prego, astenetevi Voi di buon cuore, Voi che non avete mai fatto male ad una mosca, Voi che amate gli animali, Voi che non mangiate carne, Voi che rispettate le file, Voi che coscientemente vi astenete o votate o vi esaltate per un vaffanculo gridato urbi et orbi, Voi che postate ogni disgraziata vicenda ed ogni ultimo rimbrotto ed ogni ultimo cadavere sul lavoro ed ogni appello all'unità due milioni di volte al giorno enunciato ed ogni svaccata di questo o di quell'altro politico, ritenendo cosi di aver fatto il massimo per combattere uno statu quo che vi sta uccidendo.
Tutto ciò solo a Vostro egoistico benessere, al Vostro momentaneo spirito di ribellione, alla Vostra coscienza per potervi lasciar dire un : " c'ero anch'io ... " quando dovesse arrivare un domani creato da qualcun altro il cui fare di un attimo varrà l'intera Vostra vita.
O la mia!. La differenza sta nel fatto, che io lo so!. VOI NO!.