ED IO LO NACQUI...... - di Patty Chiari
Parafrasando questa famosa e vecchia frase del grande Toto', posso dire che anch'io lo nacqui, ma non ne ho avuto coscienza, solo grazie ai racconti di mia madre e dei miei parenti venni a sapere che sono nata in una casa molto benestante per due motivi, il primo motivo perchè ho un cognome doppio, i miei antenati erano nobili, e secondo motivo perchè in casa nostra avevamo di tutto e di piu' grazie al "lavoro" di mio padre. Quando nacqui, abitavamo in una bellissima casa di proprieta' nel rione piu' chic di Ancona, una casa grande ben arredata con tendaggi, tappeti, mobili chiari in faggio, soprammobili, una bella casa, che io non ricordo, mia madre mi diceva che quella casa era costata 2 milioni e mancavano solo 200.000 lire per finirla di pagare, ma non fu cosi'. Era l'8 di aprile del 1952, verso le 2,30 della notte io venni al mondo, in casa oltre a mia madre e l'ostetrica c'erano mia zia sorella di mamma e il mio fratellino che aveva 4 anni e mezzo piu' di me. Erano tutti contenti della femmina, dal momento che un maschio c'era gia', solo mio fratello rimase deluso, non voleva neanche vedermi perchè lui voleva un fratellino, ma poi, dietro l'insistenza di mia zia che gli disse: dài vieni a vedere quanto è carina la tua sorellina, mi vide e non mi lascio' piu' tutta la notte tenendomi le piccole manine per scaldarmele, questo racconto mi piacque sempre tanto e me lo facevo ripetere spesso da mia madre. Oltre a questo, mia madre diceva che ero bellissima, sembravo una bambola, ero tutta precisa proprio come una bambolina, anche i parenti che mi vennero a trovare i giorni seguenti erano veramente tutti felici della neonata. Mio padre non c'era....era al lavoro, il suo importante lavoro che lo teneva sempre abbastanza lontano da casa, venne la mattina, anche incazzato, perchè il lavoro quella notte era andato male e una volta mi disse che dal giorno della mia nascita le cose cominciarono a peggiorare, (come dire che ero io che avevo portato sfiga), mentre invece seppi che le cose gia' andavano non proprio bene da un po', infatti quando mamma rimase incinta si erano pentiti di avermi cercato perchè "non era il momento", ma io nacqui lo stesso con la testardaggine che mi contraddistingue e se le cose andarono cosi' non fu certo per colpa mia, ma perchè doveva andare cosi' o perchè non aveva avuto la testa per fare in modo che andassero bene. All'epoca, poco dopo la guerra, la gente era povera, e i miei genitori non facevano eccezione, ma mio padre aveva un buon posto, faceva l'autista del tram e quindi un posto sicuro con una paga decente. Ma mio padre era una persona che non si accontentava del necessario, lui pensava in grande e faceva altrettanto in grande, quindi per avere di piu' si mise con altri amici a fare concorrenza allo stato, un lavoro che in tanti facevano, ma comunque era illegale. Durante quei pochi anni di abbondanza, oltre alla casa, mio padre non si fece mancare proprio nulla, macchine, abiti in quantita', serate mondane a Roma, Napoli, Bari, e non so in quanti posti poi andasse, io so soltanto che spreco' tanto di quel denaro in cose inutili, che se avesse dato retta a mia madre non ci saremmo trovati poi cosi': Mia madre, in tutto questo benessere non si trovava bene, perchè aveva paura delle conseguenze se le cose fossero andate male e poi, avendo anche lasciato il posto fisso, era solo preoccupata, era sempre in casa con noi a lavorare e stirare almeno tre camicie al giorno per lui che si cambiava continuamente perchè il signor barone, era cosi' ambizioso e narciso che tutti lo guardavano, in Ancona infatti era chiamato il "baronetto", era un bell'uomo, mamma diceva che anche la tuta gli faceva figura, non molto alto ma molto fine, un signore insomma, e poi...aveva una chiacchiera che attraeva tantissimo specialmente il genere femminile, e mia madre, a ragione, era molto gelosa, anche perchè lui col suo lavoro era incontrollabile, poteva essere qui, o poteva essere a 500 km. di distanza,...vàllo a sapere dov'era....E comunque quando fu il momento ci fu il mio battesimo, una gran festa, pochi parenti e molti amici, un servizio di piatti in porcellana con finiture in oro zecchino e un servizio di bicchieri di cristallo con coppe di champagne comprate solo per quella occasione, ancora le ho, mia madre le aveva tenute con cura e salvate dal maremoto che stava arrivando. Abitammo in quella casa per altri 2 forse 3 anni? Non di piu', perchè le cose precipitarono, il lavoro di mio padre fini', la casa fu venduta e gran parte dei mobili, noi andammo a casa dei nonni, lui fu clandestino per un po' e poi parti' per Marsiglia, doveva star fuori in esilio per 8 anni, altrimenti doveva entrare in un college per 6 anni, quindi...scelse la liberta' fuori dall'Italia. E la piccola principessa non si accorse nemmeno che era stata ricca, forse questa è stata una fortuna!