… eziopatogenesi … - di Francesco Briganti
Pare che le sinfonie passionali a coinvolgerne l’ascoltatore, caratteristica peculiare della musica del grande Beethoven, fossero ispirate da una patologia cardiaca di cui l’immenso autore soffriva; dunque sarebbe che, seguendo il ritmo della propria aritmia, Ludovico Van trasformasse una sorta di handicap nell’espressione eccelsa di un genio. E’ questo il risultato dello studio di cui si sono occupati alcuni tra cardiologi, musicologi ed esperti vari di musica nella meravigliosa condizione del non aver nient’altro di meglio da fare.
Ora, a chi possa importare quale fosse la causa prima della bellezza di quelle musiche io, proprio, non riesco ad immaginarlo visto che una causa ed i suoi effetti non sono una regola generale che possa essere standardizzata per tutti; ma, detto ciò, proviamo per gioco a rivisitare, con delle supposizioni immaginifiche, la vita di alcuni altri personaggi per, partendo dagli effetti, risalire alle cause.
Adamo ed Eva: la narrazione ce li pone in un eden paradisiaco in cui ogni cosa era a loro disposizione; bacco tabacco e venere, intesi non solo nel senso letterale odierno, non scarseggiavano; non vi erano condizionamenti ambientali, sociali, politici, finanziari a limitarne il presente ed il futuro e la sola restrizione ad una libertà altrimenti decisamente anarchica era la privazione di un frutto di cui, volendo e date quelle condizioni, si poteva tranquillamente fare a meno; allora la domanda è: “ di cosa soffriva Eva? “. Bulimia!. Secondo me questa è l’unica spiegazione.
Caifa: a capo del Sinedrio, con potere di vita e di morte sia pure in subordine all’autorità romana, quel rabbi è, in ultima e superficialissima analisi, il capostipite delle persecuzioni di cui sono stati nei secoli, a seguire quel periodo, oggetto gli ebrei, ma è, anche, l’attuatore sul campo della genesi del cristianesimo; se, infatti, avesse ascoltato Giuseppe da Arimatea piuttosto che seguire la propria ottusa caparbietà la storia dei nostri giorni sarebbe stata decisamente diversa ed allora, ed anche per lui, la stessa domanda: “ di cosa soffriva Caifa? ”. Le ipotesi potrebbero essere diverse, io propendo per una sordità mai confessata e di cui si vergognava.
C. Colombo: sognatore da sempre e marinaio con una esperienza tutta acquisita sul mare si perdeva in futuribili fantasie che lo portavano ad indovinare ciò che era contrario ad ogni credenza allora vigente: per lui la terra era rotonda e non c’erano c…., lui doveva dimostrarlo!. Dopo una messa scalza fatta inseguendo i sovrani di mezza Europa, una regina stanca di averlo tra i piedi ad ogni respiro ed al verbo inconfessato di un “ … hai visto mai! … “ più fortunoso che razionale, gli affidò tre gusci di noce sui quali egli partì a scoprire quel futuro di cui la mia generazione, sono un nonno, è la terzultima in essere. Secondo me il buon Cristoforo soffriva di claustrofobia e per questo inseguiva gli ampi orizzonti marini.
Napoleone: il francese, recitava una boutade nell’Europa di quei tempi, in genere non è una cattiva persona, ma bonaparte fa eccezione … . Piccolo di statura e genialoide altezzoso ed ambizioso, il corso corse il rischio di rimanere nella storia come colui che aveva riunito in un unico possedimento la terra emersa dall’atlantico al pacifico, mediterraneo compreso. Come tutti i dittatori, però, non avendo il benché minimo sentore del concetto di limite si spinse a fare il solito passo che è sempre più lungo della gamba a compierlo e da ciò tutti i suoi guai. Non era la gastrite o un perfido complesso di inferiorità a spingerlo; secondo la sua personale e soggettiva molla era innescata un mai diagnosticato fuoco di Sant’Antonio che gli impediva di star fermo anche solo per qualche mese.
Hitler: inventore del genocidio, affabulatore di imbecilli, statista del nulla e dittatore infame di gente ancora più imbecille ed infame, sottomise alle sue doti di imprenditore della malignità elevata a sistema nazionale un intero continente seguendo pedissequamente le orme del corso di cui sopra; secondo voci di corridoio, mai smentite e forse mai prese seriamente in considerazione, aveva delle ascendenze ebree cosa che, nel mentre non rende ragione alcuna alla esistenza delle varie Aschwitz, Mauthausen e Treblinka, nel contempo mi permette di sostenere l’ipotesi che il perfido per eccellenza soffrisse in realtà di masochismo autoimmune in una esagerata espressione di iper reattività ritardata: un po’ come la Sindrome di Lile per gli allergici alla penicillina ( se non ricordo male; ndr).
Nturalmente si potrebbe continuare all’infinito, ma un gioco è bello solo se dura poco, ed allora non resta che porsi una sola ultima domanda: “ secondo VOI …
di che cosa soffrono i nostri politici e Renzi in particolare?