Faites vos jeux … - di Francesco Briganti
Parlare di rivoluzione in questo paese è come dire che un organismo animale, uomo o bestia che sia, può vivere senza il cuore; è, perciò, un assurdo biologico; così come colui che affermasse che la giustizia vuole assassinarlo in realtà si esprime usando quella figura retorica chiamata ossimoro; e già, non può essere che così perché è impossibile che persone intelligenti dicano tante stupidaggini e tutte assieme. Ad onor del vero io stesso, e solo un concetto fa, ho utilizzato un ossimoro mettendo assieme intelligenza e stupidaggine, ma dato che io avevo in mente dei riferimenti precisi capirete da Voi che in effetti la realtà supera ogni teoria.
Vediamo un po’ di analizzare le parole: RIVOLUZIONE. Questo termine deriva dal verbo latino revolvere, rovesciare, e dalla sua derivazione revolutio/onis che ha poi portato all’italiano suddetto ed alla parola rivoluzionario. Dunque costoro sarebbero quelli che di fronte ad una situazione, sociale, politica, economica ingiusta o sgradita la rivoltano come un calzino e la ricostruiscono su basi nuove. Alla luce di queste considerazioni sembra evidente che il movimento del 9 dicembre e lo stesso 5S non possono essere rivoluzionari in quanto non presentano le caratteristiche necessarie; entrambi infatti perseguono una strada contro non partendo da basi nuove, ma utilizzando metodi sorpassati e già rifiutati dagli italiani, anche se per la maggior parte di loro senza alcuna partecipazione. La destra, quella extra parlamentare e fascista che si dice animatrice del primo movimento ha già preso e più volte calci in culo e lo pseudo pensiero unico del duo Grillo Casaleggio non avrà nessuna possibilità di restaurare il MINICULPOP (ministero della cultura popolare) di Mussoliniana memoria. Il fatto poi che forze dell’ordine abbiano dimostrato ampiamente in quali situazioni picchiano ed in quali situazioni si tolgono i caschi è stato un errore temporale che, ove ce ne fosse ancora bisogno, ha messo in un discreto allarme anche quei non vedenti per scelta che avevano fin lì esercitato la fideistica adesione. Adesso, qualche dubbio, se proprio stupidi non sono diventati, almeno qualche dubbio, io credo se lo porranno e saranno pronti alla bisogna altrimenti so già che saranno i primi a darsela a gambe lasciando nelle pesti tutti gli altri.
Passiamo ora alla GIUSTIZIA INGIUSTA ed ASSASSINA citata dal signor (e si fa sempre per dire) Berlusconi. La cosa da lui detta è talmente biologicamente assurda, talmente “ossimorica” che non varrebbe la pena controbatterla, ma lo faccio ricorrendo una affermazione altrettanto assurda e ferina come la sua. Se quella magistratura fosse animata da un odio politico e se fosse così corrotta da tenere in nessun conto la vita di un uomo e volesse effettivamente eliminare un avversario politico, e decidesse di farlo in modo definitivo io credo che quella magistratura, in questo paese dove i suicidi sospetti si contano a decine e dove i caffè al curaro non sono poi così rari e dove ancora picchiare un manifestante in una caserma o in una scuola o ridurlo alla morte in carcere o far saltare una banca o un treno o una stazione ferroviaria non è cosa poi così fantascientifica, avrebbe trovato UN MODO PIU’ SPICCIO e di certo meno costoso ed appariscente che trascinarlo per tribunali con il rischio di consentirgli di SPACCIARSI PER UN PERSEGUITATO ricevendone quel consenso che a lui degli innocenti beoti e sprovveduti sembrano ancora accordargli.
L’unica VERA RIVOLUZIONE sarebbe, in questo landa dimenticata da Dio e infestata dalla peggior discendenza delle scimmie mai vista sotto il cielo, che si cominciasse a ragionare ed a seguire vie al cambiamento iniziando dal recarsi a votare senza lasciare nelle mani di una parte, sia pure cospicua, la sorte di tutti. Sarebbe che si fosse onesti ciascuno partendo dal sé e si avesse per questo rispetto per gli altri. Sarebbe che si scegliessero persone quindi ugualmente degne. Sarebbe infine che ciascuno desse in partecipazione attiva e fattiva il proprio contributo lasciandosi uno spazio aperto per la solidarietà e l’altruismo anche a costo di un qualche sacrificio ad intaccare il proprio piccolo o grande comunque meschino orticello.
Un ultima cosa da dire ai cosi detti rivoluzionari, comunque chiamati o individuati ed al signor (tsè) Berlusconi: “NON TIRATE TROPPO LA CORDA”, perché potreste trovarvi di fronte alla sorpresa inaspettata di un
… ‘a belli, fatece vedé …”; ed allora potreste essere voi quelli che corrono … AL CESSO però!.