Giulietta e Romeo … - di Francesco Briganti

11.02.2014 07:33

Mettiamo il caso che voi foste innamorati e mettiamo anche che foste ricambiati e mettiamo che quest’essere, vicendevolmente, amati fosse per Voi, coppia considerata, l’ideale modo di essere che avete sempre sognato; cosa fareste se, Voi o il Vostro partner o entrambi, se improvvisamente, magri inconsciamente, probabilmente per un susseguirsi di avvenimenti, alla fin fine anche solo per cause ambientali o economiche o sociali o persino del tutto distanti ed aliene a voi due, vi accorgeste che niente è più come prima, o comunque nulla più è come vi aspettereste che fosse?. Non rispondetemi/vi; datemi ancora qualche minuto …
Per chi come me la sera rappresenta la sacrosanta fine di una giornata di lavoro, quale che sia fosse pure la ricerca di un lavoro o quella di un arrangiarsi per accoppiare pranzo e cena tutti i giorni, quasi mai c’è un consuntivo che non sia il divano, gli affetti, la televisione; da questa le cose più varie: alcune interessanti, informative ed intelligenti altre, con varie gradazioni, via via sempre più stupide ed inutili. Ieri sera un’accoppiata intelligente nell’essenza, stupida per programmazione alternativa: la sette e rai tre; Napolitano e la barbarie dell’Italia dei fuochi.
Nell’una le vicende che trasformavano un presidente di una repubblica in un re assolutista e decisionista, nell’altra il dio denaro che mutava gli uomini in bestie scientemente assassine ed una terra in un virulento ed infettante immenso untore. Nella prima le solite storie all’italiana in cui la dietrologia si spende in complotti casarecci ed internazionali con trame le più sofisticate e arzigogolate, nella seconda la scoperta continua di affari sempre più sporchi, letteralmente parlando, e la verifica di quanto quegli stessi affari costassero vite umane già trapassate, comunque la pensiate, di certo a miglior vita o in procinto di farlo o sopravvivendo nel terrore di un domani da malati terminali.
Sulla sette lo svolgersi del solito copione recitato a braccio, ma sempre uguale a sé stesso di politici, giornalisti fintamente inconsapevoli delle possibili conseguenze e partecipanti comuni alternativamente plaudenti all’uno o all’altro, tutti assieme impegnati a giustificare a convenienza ed ad accusare per lo stesso motivo; tutti visibilmente preoccupati per motivi opposti e/o coincidenti e/o tanto puntuali e precisi da sembrare impossibili; tutti impegnati incontrandosi, scontrandosi, alleandosi nella diversità e addirittura nell’odio profondo, dividendosi nelle conclusioni o concordandole ignobilmente, tutti, dicevo, presi dalla foga e della delusione per una democrazia tradita quando non assassinata senza pietà o vergogna.
Su rai tre il risultato di quanto veniva raccontato sull’altra emittente: l’agonia di una democrazia che, se aveva mai visto tempi migliori, di questi se ne era persa memoria e coscienza. Un intera provincia se non un’intera regione, quando non l’Italia intera, costretta a veder marcire le sue stesse membra in una desolata e desolante resa alla ignavia politica ed alla mancanza di denaro finito tutto nelle tasche di criminali, di politici collusi e/o affiliati, di amministratori e burocrati tanto beceri e autolesionisti da vivere nella loro stessa colpa, ognuno dei quali che a definirli bastardi è offendere quei cani figli di cagne di facili costumi.
Una popolazione ignara, poi, ma prima protagonista per il binomio vittime e cause, che lentamente si spegne, che sempre più vede letteralmente soffrire e morire i propri cari, madri, padri, fratelli, mogli, mariti, sorelle, figli e figlie e nipoti ed amici e conoscenti e persone viste anche solo una volta e questo, perché quelle figure istituzionali che sapevano, da decenni, cosa accadeva erano sempre state ad impegnarsi in quelle trame oggetto della trasmissione sull’altra emittente … nel più completo disinteresse per quel popolo che avrebbero dovuto, proteggere, accudire, far crescere e che invece condannavano in quei modi o in altri altrettanto criminali e squallidi all’annullamento fisico e morale, oggi, sotto gli occhi di ciascuno di noi.
Ecco, ora io sono pronto alla vostra risposta ed anzi la anticipo: nel caso di quella coppia di innamorati, uno dei protagonisti, o entrambi, prenderebbe/ero atto della situazione e scioglierebbe/ero in modo civile o nel più violento e litigioso dei divorzi possibili il loro stare assieme. E’ terribile da dirsi,è nauseante il pensarci, è fonte di uno smarrimento tale da sembrarci infinito e senza prospettive per un domani qualsiasi accorgersi che un amore finisce o è stato tradito o quale che ne sia la causa del disfacimento, ma quando questo avviene, continuare è semplicemente una forma di vigliacco masochismo tanto quanto restare inerti e sopportare.
Ad ogni giorno che passa il legame tra questo popolo italiano ed il suo amante, marito, padre, padrone, stato, governo, politica, finanza, economia, istituzioni, burocrazia, impresa, consesso sociale, comunque, qualunque ed ovunque, si sfilaccia e si corrode, si deteriora e si incancrenisce, si avvelena ed avvelena senza rimedi e senza speranze possibili di migliorie. In qualsiasi altra parte del mondo un giudice onesto e giusto, attraverso le vie e con i mezzi adeguati, avrebbe già sancito le modalità di una separazione, di fatto avvenuta all’insaputa stessa dei convenuti in giudizio.
In Italia, anche noi aspettiamo ancora il giudice giusto e risolutore, ma solo perché non abbiamo memoria e, quindi, non crediamo possibile che quel giudice, come già in passato, potrebbe essere COLUI CHE, invece, INCHIODERA’ LA NOSTRA BARA O QUELLA DEI NOSTRI FIGLI.
Nasce un nuovo giorno Italia, svegliati o potresti non poterlo più fare!.