… H2O … - di Francessco Briganti

11.06.2014 16:42

Atomi di idrogeno ed atomi di ossigeno combinandosi in rapporto di due ad uno danno origine ad una molecola d’acqua. L’acqua è la sostanza senza la quale non esisterebbe la vita così come noi tutti la conosciamo. Ogni essere vivente è costituito per la maggior parte di acqua; l’uomo, in particolare, ne è costituito per una percentuale pari al 65% del suo peso corporeo. Un organismo vivente che non si nutrisse o fosse nutrito di liquidi contenti acqua, ed a maggior ragione, quindi, in assenza di acqua da bere andrebbe incontro a morte certa: in linea generale e con una temperatura ambiente di 15° un uomo può resistere senza acqua fino a sette giorni dopo di che i danni agli organi interni diventano via via sempre più irreversibili. E pacifico che con l’aumentare della temperatura ambiente diminuisce il tempo di resistenza alla privazione di liquidi.
L’acqua è, dunque, un bene primario!.
“ … La somministrazione dei servizi essenziali è volta a soddisfare i bisogni primari aventi fondamento costituzionale nella tutela di diritti inviolabili come il diritto all'acqua potabile”. Il Tribunale, inoltre, sancisce il principio per cui la morosità dell'utente non è ragione sufficiente a soddisfare la sospensione della fornitura di un bene primario come l'acqua. I Tagli alla fornitura sono quindi dichiarati illegittimi …” (Sentenza del Tribunale di Castrovillari Nov. 2010; ndr).
“ … Il Tribunale di Enna, con decreto del 5 agosto 2009, ha accolto il ricorso dell’utente ed ha ordinato ad AcquaEnna di ripristinare l’erogazione dell’acqua potabile, in quanto “il ricorrente è stato privato di un bene essenziale …”. (LE FORUM, Agira; ndr).
Diversi tribunali di questa repubblica hanno sancito con varie sentenze che l’erogazione dell’acqua potabile, bene primario, rientra nei diritti inviolabili dell’uomo ( art. 2 della Costituzione) e quindi non si può e non si deve per nessun motivo bloccarne l’erogazione; queste sentenze checché ne dicano le varie società incaricate dai comuni o i comuni stessi hanno valore di legge per tutti ed ognuno, su tutto il territorio nazionale e non solo per i casi che le hanno generate: dunque, tutti coloro che a qualsiasi titolo e con quale che fosse giustificazione privano un cittadino del suo diritto all’acqua pubblica sono di fatto ed automaticamente dei “ FUORILEGGE”.
Non basta!; interrompere l’erogazione dell’acqua genera le ipotesi di reato relative a: 1) violenza privata; 2) interruzione arbitraria e non giustificata di pubblico servizio; 3) minacce; 4) attentato alla pubblica sanità ed alimentazione. A cercarli tanti altri se ne potrebbero aggiungere.
Le aziende, gli enti, le persone giuridiche e quelle fisiche che, fottendosene, per sprezzo dei cittadini o per ignoranza che fosse, incorressero nel più semplice a dirsi ed a comprendersi “ taglio dell’acqua ad un privato cittadino” si espongono a pieno titolo ed a loro rischio e pericolo ad una richiesta di risarcimento danni morali e materiali da parte di quel cittadino vessato ed angariato che sarà da giudicare un inguaribile pecora da macello se non si informasse e reagisse di conseguenza.
Le autorità comunali ed i loro incaricati dovrebbero essere mosse dal rispetto delle condizioni dei cittadini e dunque comprendere le situazioni disperate, a volte, che portano al mancato pagamento di una bolletta, comunque ed a prescindere e sopra tutto quando si tratta dell’acqua potabile e per l’igiene personale.
Non farlo vuol dire essere aguzzini e servi del dio denaro e dunque …
Ciascuno vi legga la conclusione che vuole!.