I pizzini... - di Gino Gatto

A breve distanza di tempo dalla lettura della sentenza che lo ha condannato in maniera definitiva, ha inviato il suo “pizzino” di commiato...
Assurdo! Inconcepibile! Del tutto inusuale... vedere un “condannato” che si propone in diretta alle telecamere col Tricolore e la bandiera dell'Unione alla sua destra per infamare la Giustizia del nostro Paese e i Magistrati dei quali è stato oggetto di giudizio; messaggi, “pizzini”... ai suoi adepti, incensando la propria persona rimarcando il suo amor Patrio! - dichiarando la propria volontà a restare sulla scena politica.
Mi ha dato la sensazione del tipico discorso di chiusura campagna elettorale – la campagna elettorale di un ineleggibile, di un condannato con sentenza irrevocabile. Subito le immancabili risposte dei fans, che seguono pedissequamente il “condottiero”. Dichiarazioni dissennate, cariche di servile sottomissione che “minacciano” le istituzioni e indicano il prezzo del riscatto: la salvezza del capo branco! Velatamente chiedono “grazia” al Presidente della Repubblica, noncuranti che il potere presidenziale della grazia è regolato da norme ben precise. L'’articolo 87 della Costituzione, comma 11: “Il Presidente della Repubblica […] può concedere grazia e commutare le pene”. L’eventuale atto di concessione della grazia deve necessariamente essere controfirmato dal Ministro della Giustizia, come stabilito dall’articolo 89 della Costituzione, che stabilisce l’irresponsabilità del Capo dello Stato. Il Presidente della Repubblica può concedere la grazia anche senza che ne sia fatta richiesta. Questa procedura, in questo caso, avrebbe un forte valore politico e non solamente giuridico, poiché l’eventuale concessione di grazia equivarrebbe a un riconoscimento “de facto” della “persecuzione giudiziaria”.
Nella giornata di ieri la procura ha emesso il decreto di carcerazione per la pena comminata dai giudici della Cassazione e nel contempo ne ha sospeso l'esecuzione per motivi di età del reo! Questo atto, dovuto, comporta la revoca dei permessi di espatrio a qualsiasi titolo, la revoca del titolo di cavaliere della Repubblica e la decadenza da senatore della Repubblica, riconoscendo al condannato la facoltà di scegliere le modalità come scontare la pena, se domiciliari o affido ai servizi sociali!
La risposta del Popolo della Libertà (movimento in fase di liquidazione per far spazio al risorto Forza Italia), convocare una manifestazione nella Capitale pro ex-cavaliere per la giornata di domenica 4 agosto... altro pizzino! Intanto nei social networks impazzano i commenti pro e contro, le dichiarazioni di solidarietà a giudici e/o condannato; uno spaccato dell'Italia poco onorevole agli occhi della comunità internazionale che ci osserva.
Ahi... serva Italia!!!