I WILL SURVIVE ... - di Francesco Briganti
Domenica. Bella, tersa, fredda come un qualsiasi rispettabile giorno di dicembre, ma oggi l'aria è diversa perché qualche milione di cittadini, quale che sia stata la loro anima profonda ha esercitato un diritto sacrosanto, quello di scegliersi un loro rappresentante. Questo non è un merito di un partito, sia esso il Pd o qualsiasi altro, ma è quello di un popolo che non si è arreso ad una condizione di vita, oppressa e disastrata a cui quegli stessi partiti lo hanno costretto. Con gradazioni diverse, ma tutte ferme e decise nella loro espressione, i tre candidati alla segreteria del PD, hanno smosso gli animi, hanno eccitato la fantasia, ha pregato di creder loro ancora una volta e lo hanno fatto rivolgendosi a tutti, iscritti, simpatizzanti, semplici viciniori e, addirittura, avversari. L'immaginario lascia pensare che qualcuno abbia rivolto il suo appello con qualche fine carrieristico, qualcun altro per continuare vecchie trame e sotterfugi e qualcun'altro ancora perché spinto da volontà rinnovatrice e vergine di vecchie politiche quasi corporativistiche, ciascuno attribuisca cosa vuole a chi vuole, il fatto certo è che tutti e tre hanno accettato l'alea del rischio di vedersi battuti sonoramente. Io, che non amo e non voto il Pd come tanti compagni delusi e disillusi dalla continua corsa al centro che questo partito fa spinto da una voglia di governo che non è giustificata dalla azione conseguente, ho avuto modo di apprezzare l'eccitazione che nel gazebo nel quale ho votato ho respirato. La differenza notevole con un qualsiasi seggio elettorale l'ho avvertita a pelle; non c'era quella sorta di rassegnazione a compiere un dovere, ma piuttosto quella speranza di contribuire, scegliendo in prima persona, un domani; per una volta l'importante non era vincere, ma tornare a partecipare per il gusto di partecipare. Ecco cosa dovrebbe caratterizzare ciascuno di noi, ritrovare quella voglia di ESSERCI avendone il gusto di esserci. Mi sono reso conto, in qualche frazione di secondo, quanto male la politica di questi anni, la politica degli ultimi otto anni in special modo, ha fatto a questo a questo paese ed ai suoi cittadini: tutto è stato ridotto in brache di tela, partendo dai portafogli per raggiungere il profondo dell'anima. Chi non avesse partecipato a questo sacro rito profano, a questo esercizio di un proprio diritto, tutti coloro che in nome di una politica assassina rinunceranno in futuro ad esprimersi attraverso il voto, hanno ogni diritto a farlo, possono pretendere rispetto per la loro scelta, ma devono confessare a loro stessi che si sono arresi, hanno lasciato campo libero ai propri aguzzini dicendo loro in pratica. " ... fate di noi ciò che più vi aggrada!." Ho votato per Civati, la persona che conidero più a sinistra tra i tre candidati, non so se vincerà e non so se, nel caso vincesse, manterrà le cose espresse nel suo dire, quello che so che non dovrò mai dire a me stesso che quel che succede succede senza la mia partecipazione e so che, se viceversa, qualcosa, comunque, cambierà, nessuno potrà impedirmi di dire:
" ... IO C'ERO!".