Il ruggito del coniglio … - di Claudia Petrazzuolo

20.12.2013 08:14

Il rispetto se fosse una costruzione sintattica della lingua italiana sarebbe una perifrastica attiva è, cioè, qualcosa di strettamente connesso e dipendente da ciò che si è e si fa: ci vuole la costruzione di una vita , momento per momento vissuta, per ottenerlo e meno di un battito di ciglia per perderlo. Essere uomini rispettati vuol dire anche essere uomini d’onore; uomini, cioè, la cui parola ha il valore di una sentenza, di un contratto siglato davanti ad un notaio e mette fine ad ogni dubbio o incertezza. La parola di un uomo d’onore non da adito a ma o a se e genera speranze, talvolta sogni ed è capace di cambiare il coro della storia. Gli uomini d’onore e rispettati, in una stupidità tutta italiota, anche esportata purtroppo, si devono, in funzione di questa, distinguere in buoni e cattivi, ma mentre i primi hanno dalla loro la caratteristica pregnante dell’autorevolezza, i secondi comprano quello status con la prepotenza, l’angheria, la violenza e l’impegno alle peggiori risultanze dell’egoismo e della prevaricazione. Di quest’ultimi, considerati feccia umana da chi come me la pensa in un certo modo, non ci interessa parlare; per noi uomini d’onore sono perone come Sandro Pertini, JFK e come Papa Francesco o Giovanni XXIII trascurando il non piccolo elenco che se ne potrebbe fare se riferito ai tempi andati.
Sandro Pertini, ma anche A. Ciampi dopo di lui, furono oggetto di preghiera continua alla fine del proprio mandato a ché accettassero di impegnarsi per una seconda volta; fu la voce popolare a chiederlo a gran voce e non dei miserabili inetti che non sapevano che pesci pigliare eppure, entrambi, ritennero che la parola data al momento del giuramento sulla costituzione, fosse èiù importante delle lusinghe e degli apprezzamenti e delle condizioni generali: il loro no , detto nel ripetto di sé stessi e degli altri, non ebbe tentennamenti o ripensamenti. Un loro no, così come un loro sì era definitivo, non dava mai origine a ripresentazioni in seconda istanza onde ottenerne comunque un assenso o strappar loro una firma obbligata. Mi sembra inutile precisare che ogni riferimento a fatti o persone reali è non solo causale, ma è anche fatto apposta.
Dovete consentirmi, per una volta di esimermi dal fare un elenco dei disonorati, e viceversa lascia temei mettere in fila coloro che invece sono uomini d’onore: quei padri e quelle madri di famiglia che, pur con tanti sacrifici, accoppiano pranzo e cena, crescono figli dando loro un’istruzione o avviandoli ad una vita onesta; quegli operai, piccoli imprenditori, dipendenti pubblici che nel rispetto di loro stessi svolgono il loro mestiere, lavoro, professione con diligenza e abnegazione; quelle persone che,, preda di una dignità superiore al mondo esterno, cercano nei rifiuti quella sopravvivenza che dei disonorati meschini e marci, negano loro per indolenza ed incapacità; quelle persone che spendono la loro vita, i loro beni, il loro impegno, il loro tempo per sopperire come e dove possono alle mancanze di uno stato disonorevole e disonorato; lo sono quei giovani, quelle donne che non trovano lavoro o sono sfruttati e sotto pagati da chi per un centesimo in più non teme di vendersi l’anima; lo sono quei malati che non riescono più a curarsi, quelli che muoiono per l’insufficienza o la supponenza, quelli che si ammalano perché un amico di una amica, che sia ministro o no, ritiene di conservare anziché bonificare; lo sono, infine, quelli che non riuscendo più a fare altro rubano una mela o un pezzo di pane per nutrire un figlio o anche solo loro stessi e quelli che, capito che quando scoppia una guerra bisogna colpire LI’ dove fa più male, smettono di pagare balzelli inutili e affama popolo, non già in ragione dell’arricchimento personale, ma come atto di ritorsione e difesa verso e da un paese-stato-nazione che ha disconosciuto i propri figli sino a dichiararne vigliaccamente l’abbandono; e perciò:
“ Ai suonatori un po' sballati ai balordi come me a chi non sono mai piaciuto a chi non ho incontrato chissà mai perché ai dimenticati ai play boy finiti e anche per me.
A chi si guarda nello specchio e da tempo non si vede più a chi non ha uno specchio e comunque non per questo non ce la fa più a chi ha lavorato a chi è stato troppo solo e va sempre più giù.
A chi ha cercato la maniera e non l'ha trovata mai alla faccia che ho stasera dedicato a chi ha paura e a chi sta nei guai dedicato ai cattivi che poi così cattivi non sono mai.
Per chi ti vuole una volta sola e poi non ti cerca più dedicato a chi capisce quando il gioco finisce e non si butta giù ai miei pensieri, a come ero ieri e anche per me.
E questo schifo di canzone non può mica finire qui manca giusto un'emozione dedicato all'amore lascia che sia così ai miei pensieri a come ero ieri e anche per me. “
Dedicato a Voi che leggete ed anche a voi che ve ne fottete giacché per quanto banale possa essere è sulle note di una canzone che questo popolo ha riconquistato, già una volta, la propria libertà:
“ … una mattina, mi son svegliato, o bella ciao ….” .