Il tarlo … - di Francesco Briganti

05.09.2013 12:55

La menzogna è una brutta cosa!. Lo è in sé in quanto tale e per le conseguenze che genera sia che venga scoperta sia che non si appuri la Verità. Nel primo caso essa ingenera a cascata la distruzione progressiva di ogni tipo di rapporto di fiducia e, dunque, qualsiasi rapporto interpersonale arrivando, anche, ad annientare di colpo il più grande degli amori. Nel secondo caso essa ha conseguenza addirittura peggiori perché costringe il mentitore o ad un atto di pentimento tardivo con conseguenti spiegazioni dei perché e dei per come che vanno ad incrinare comunque il rapporto di fiducia o, viceversa, a tutta una serie di menzogne consequenziali in un crescendo di inganni, sotterfugi, derive, più o meno ma comunque, cattive che a lungo andare non staranno più in piedi e finiranno per essere causa di dolore per ciascuna, quali e quante che siano, le parti in causa. Considerato a parte il caso del bugiardo genetico, la menzogna può anche essere detta a fin di bene, può avere delle spiegazioni, ma non ha scusanti e, comunque sia, essa ha, sempre, almeno due colpevoli, colui o coloro che la dicono o la rappresentano e colui o coloro a cui viene detta o rappresentata. Le due colpe sono entrambe molto serie e gravi per quanto, di solito, il mentitore funge da truffatore e l’altro da truffato. Il mentitore è colpevole perché non ha il coraggio, la responsabilità della verità; questa può essere bella o brutta, ma essendo sempre e soltanto una sola, non può essere soggetta ad interpretazioni, a dipendenze, a considerazioni ulteriori che non siano la verità stessa. Chi subisce la menzogna è colpevole perché può, con i suoi atteggiamenti, con la sua debolezza, con la sua durezza, o con la propria ignavia aver ingenerato nel bugiardo la necessità di mentire, ripeto a fin di bene o per paura o per timore di essere osteggiato, ma quando mancassero queste motivazione la persona o le persone a cui si mente sono responsabili in proprio ed in solido della bugia subita perché o troppo fiduciosi, o per semplice acquiescenza o, ancora, perché troppo sospettosi e, dunque ed in ogni caso, sono la miccia che fa scoppiare nella menzogna il nascondere o travisare la verità o una rappresentazione diversa della stessa. Divengono a loro volta dei bugiardi mentendo a loro stessi quando fingessero di non vedere o, vedendo, tralasciassero di guardare, di approfondire, di prendere provvedimenti. Il rapporto tra gli Italiani e l’Italia è una brutta menzogna e lo è da quando, fatta l’Italia, si omise di far gli Italiani; questa menzogna si è accresciuta durante le guerre coloniali, si è incancrenita nel fascismo, ha tentato un riscatto con la guerra partigiana e con la messa in campo della migliore Costituzione esistente al mondo; ma da quell’attimo di redenzione in poi l’Italia e gli Italiani, subirono, forse più di altri per indole o per l’originaria bugia, le condizioni del modo di quel periodo e per questo si precipitò in un abisso bugiardo al suo sprofondare quotidianamente ripetuto. Il boom economico, il sessant’otto, gli opposti estremismi e via via sino ad oggi non sono stato altro che le varie tappe che hanno portato al traguardo in cui ci troviamo. La menzogna perpetua rappresentata da questa classe politica vede anch’essa ed oggi i suoi colpevoli : la casta ed il popolo che l’ha generata e dunque ci vede tutti colpevoli, compresi coloro che urlano alla luna e sono da poco quelli a cui ci si rivole, alcuni almeno, per essere salvati. A che serve tutto quanto sopra scritto?; mah!, forse a nulla, se non ad offrire, a chi mente la possibilità di tentare una marcia indietro ed al “mentito” quella di rappresentare a sé stesso la propria responsabilità, prenderne atto, e decidere se cambiare strada o assieme alla controparte riprovare a camminare di nuovo assieme, ma con altre basi e con una, da ricostruire, fiducia. Ne sarà capace la casta?, e gli Italiani …?.