... il troppo storpia … - di Francesco Briganti
La vita è sacra; la vita di chiunque senza distinzioni di nessun genere; quindi lo è anche quella di Alfano. “ Nessuno tocchi caino! ”, vale per un ministro così come per l’ultimo degli idioti; quando, poi, le due cose dovessero coincidere, la pietà umana non può che avere il sopravvento; dunque, Il ministro Alfano non si tocca; lo si deve cautelare come una specie in estinzione, avendo per lui la massima cura, la stessa attenzione che lo caratterizza quando si dovesse procedere ad una legge ad personam, alla tutela di qualche privilegio, al guadagno di qualche ulteriore beneficio per quelli che di agi e di benefit ne hanno a strafottere.
Ciò detto, compito assolto doverosamente, lasciatemi aggiungere qualche meschina, eh sì, lo so, me lo dico da solo!, considerazione;
la prima: come riesce una persona che ha scientemente votato per il riconoscimento di una prostituta marocchina quale nipote di un capo di stato egiziano ad essere bersaglio della mafia?. Il governo di cui il ministro fa parte non si è così distinto per il proprio lavoro anti mafia ed anzi, alcuni dei propri provvedimenti sembrano più andare a favore che contro;
la seconda: pare che gli arrestati che complottavano per ucciderlo fossero divisi in due fazioni, i seguaci dello zio Totò indirizzati alla violenza e quelli di don Bernardo più attendisti e più propensi per la trattativa, (con chI?; ndr). Certo è che li hanno beccati, meno male, iniziando le indagini con le intercettazioni dello zio Totò, il quale, pare, non sapesse di esserlo;
la terza: mi pare evidente che, se lo zio Totò parlava di cose così gravi senza immaginare di essere intercettato, ventidue anni di carcere devono davvero averlo debilitato e ridotto ad un carcerato qualunque e perciò, forse, sarebbe il caso di valutarne la sanità mentale e rendergli il carcere un po’ meno duro, se non per altro, per carità cristiana. Embè!, io mi paro il sedere.
la quarta: forse, però, zio Totò è rimasto quel duro che era ed allora il tutto e sin dall’inizio, fa parte di una strategia ad accreditare piuttosto che a distruggere ed allora si spiegherebbe, da sola, la prima considerazione;
la quinta: forse, ed ancora, ha ragione Renzi quando dice che ha sconfitto la mafia, la quale, mi pare logica conseguenza, non sa più che pesci pigliare e perciò spara cazzate a raffica visto che non riesce più a sparare raffica a mitraglia;
la sesta: la mafia, forse e invece, non è per nulla sconfitta e deve al mondo dimostrarsi tale proprio per avvalorare le parole del presidente del consiglio.
Quali possano essere i propri scopi, io non saprei, ma trattandosi di mafia, appunto, beh!, io tanto ottimista non sarei e, così, tanto per non sbagliare, acuirei la vista e passerei sotto microscopio i prossimi provvedimenti, gli emendamenti, i codicilli, le sottigliezze verbali, le virgole ed ogni possibile angolo dove si può nascondere un qualsiasi intrallazzo.
Alla fine di questo mio candidarmi quale possibile soggetto da educare alla normalizzazione delle cose, io inviterei il buon Angelino a non fare l’eroe, il ruolo non è per lui nemmeno quando afferma che la sua vita vale meno degli interessi del paese, giacché se c’è uno che degli interessi del paese ha molto spesso mostrato di fottersene, quello è proprio lui; per cui, nel caso fossero vere alcune delle mie meschine, l’ho già detto!, considerazioni, di un ulteriore martire questo paese non ha bisogno. Non vorremmo mai che, per colpa sua, l’Ncd arrivasse al 20% con la conseguenza che Renzi …
non ce lo leviamo più dai piedi!.