… io … io c’ero! … - di Francesco Briganti

26.05.2014 08:34

Hanno vinto tutti!. Lo avevo scritto, lo si sapeva: nessuna novità!. Illudersi, però, non ha senso per chiunque avesse un minimo di raziocinio giacché la realtà degli scrutini, invece, dice che qualcuno ha perso. Di questo, però, lasciatemi dire più avanti.
Renzi, io l’avevo scritto, ha fatto di questo plebiscito la legittimazione del proprio colpo di mano; quella maggioranza bulgara che caratterizza questo voto ha due ragioni principali ed opposte fra loro, ma non vi è compresa la speranza: NON VI E’ COMPRESA LA SPERANZA. La prima: la vigliaccheria di quella parte del popolo italiano che ha temuto le rappresentazioni violente, esagitate ed inconcludenti di Grillo e dei suoi adepti; la seconda: il desiderio inconfessato di quella parte italiana di aver un “buon pastore” a tutto decidere, a sollevarlo da ogni responsabilità, a governarlo come si fa con le pecore a cui si assicura comunque un pascolo, ma che si tosano ogni volta che serve. In quella maggioranza, però, si riscontrano le stesse perplessità più volte espresse per il M5S; c’è, infatti, una promiscuità assurda tra destra e sinistra che, nel caso del Pd, può forse garantire una sterile governabilità, ma che non riuscirà a costruire nulla di funzionale né per la destra né per la sinistra.
Grillo e Casaleggio (chi?): il M5S ha, anch’esso, da queste elezioni scoperto due cose e cioè che cinque e passa milioni di italiani sono disposti ad imbracciare la propria disperazione pur di rivoluzionare il sistema e che non è riuscito a diventare forza capace di governare un cambiamento restando preda degli estremismi verbali o vuoti o puramente simbolici e fini a loro stessi. Avesse capito che poteva rappresentare la speranza del popolo ed avesse costretto, COSTRETTO, le altre forze politiche, integrandosi a loro, ad un effettivo cambio di rotta, avrebbe di certo perso le ali più estreme e di ideologia opposta, ma probabilmente non sarebbe stato vittima di questo cataclisma nei suffragi.
Berlusconi e Forza Italia (chi?): lo schifo, il mio e quello degli elettori, è tale, la catastrofe è tanta che non ci possono essere parole a sufficienza per descriverle. Che il nano chiami pure sua figlia a succedergli o magari qualche altra nipote di qualcuno; resta il fatto che ha fatto il suo tempo ed è ora che lui e tutti i malviventi, tra eletti ed elettori, i cretini, i vecchi e le vecchie che non capiscono un niente, i rampanti dell’interesse egoistico ed egocentrico, i diseredati che credono ancora alle favole si tolgano dai coglioni e cerchino di ritornare persone serie. Quel tipo di politica quel tipo di filosofia di vita non paga ed anzi porta diritto ai servizi sociali o in galera, quella bella e facile, o transfughi all’estero, ma questo solo per i ricchi perché i fessi … beh!, loro continuino pure a fare la fame.
Due soli voti di estrazione politica: quello dato alla lega e quello dato alla lista Tsipras.
La prima coltivatrice diretta di un disagio effettivo, ma con l’evidente peccato originale della discriminazione e della probabile associazione con la destra fascista di Le Pen e degli altri fanta revanscisti del passato. L’euro non è finito, ma la politica europea e quella dell’euro più in generale si deve cambiare partendo non dalla logica del più forte o del più ricco, ma dalla linea ispiratrice di una unione che nei fatti non c’è mai stata.
Tsipras e la sinistra unita: questo voto ha dimostrato che una unione delle forze radicali ha una propria ragione di essere nel panorama politico italiano; la lista per un'altra Europa possibile è, con la Lega, in Italia quella che ha parlato di programmi e di obiettivi da raggiungere, ma è l’unica che ha una speranza concreta di continuare a crescere anche nella politica del quotidiano italiano se solo i propri componenti e simpatizzanti capiranno che è questa la via da continuare a seguire sia che si mantenga quel 4% al momento faticosamente raggiunto sia che le ultime sezioni smentiscano questo risultato. Una sinistra unita, in questo paese, e’ diventata una necessita dalla quale non si può e non si deve prescindere, altrimenti i vulnus, le volazioni alla Costituzione, ridotta a poco più che carta igienica, continueranno sino a gettarla definitivamente nel cesso.
Gli altri?. Che vadano a lavorare che è meglio, molto meglio!.
Dicevamo che comunque all’indomani di questo voto qualcuno ha sicuramente perso: sono tutti coloro che, rappresentando circa la metà degli Italiani hanno perso ogni diritto a lamentarsi e che non potranno più dire:
“ Io? …, Io c’ero!”.