La noia dell’inutile … - di Francesco Briganti

24.02.2014 20:00

Non ho ascoltato Renzi al senato. Non l’ho fatto e non credo che mi informerò delle cose che ha detto. Non mi piace come è arrivato a quell’incarico; non ho simpatia per lui come politico; non mi piacciono le sue frequentazioni con la destra del nano e con il centro destra quale che sia; non ho nessuna fiducia in una sua riuscita e non credo che un parlamento di ribaldi consentirà che qualcuno gli addirizzi la schiena, faccia le cose che non sono mai state fatte prima, assurga al ruolo di salvatore della patria sulla pelle dei tanti assassini che quella patria hanno prima rovinato e poi lentamente stanno uccidendo.
Ma ho una speranza; quella che da questo ennesimo vulnus alla nostra democrazia quegli altri balordi sotto le mentite spoglie di “popolo della sinistra”, più divisi di una busta di coriandoli a carnevale, finalmente capiscano qual è il loro DOVERE e la smettano di rompere i coglioni ad un popolo che non ha più una rappresentanza che conti qualcosa e che per questo s’è visto distruggere tutte quelle conquiste figlie del partito di Enrico Berlinguer.
Non vanno affatto bene i discorsi che l’on (?) Civati va diffondendo in giro circa il votare una fiducia per non essere costretto a lasciare o a spaccare il PD. Nessuno mai, ha fatto una frittata senza rompere le uova e nessuno mai ha ottenuto il rispetto dei propri principi abbassando vigliaccamente la testa ogni qualvolta qualcuno pone in essere un ultimatum o un ricatto; se è vero che la democrazia è l’esecuzione della volontà della maggioranza è anche vero che essa è sopra tutto rispetto per le minoranze le quali, fossero costrette al volere ed alle direttive dei più ed accettassero questa condizione in dispregio del proprio essere, sarebbero alla fine nient’altro che il seguito codino del servilismo più bieco e vigliacco.
Dunque non ho ascoltato; e non l’ho fatto anche e perché il nostro ex indaco è un grande affabulatore; è uno che sa metterti all’angolo con i suoi propositi e le sue ragioni e che sorvola con grande sapienza sui retroscena e sulle magagne che, come sempre ci sono, tra gli anfratti degli accordi e delle spartizioni. Non c’è niente di nuovo in questo governo; nulla se non l’età del primo ministro che sembra più star giocando una patita a “RISICO” CHE UNA PARTITA MORTALE a danno non solo della politica ma della stessa società italiana, della speranza degli italiani di buona volontà e di tutti quelli che, stanchi di questo schifo perenne, gli hanno creduto ed ancora gli credono.
Non l’ho ascoltato e pur ciò nonostante aggiungo una ennesima ed ultima speranza e cioè che il fine giustifichi il mezzo e che la somma faccia poi il totale come diceva il grande Totò: spero cioè di essere smentito in tutto e che davvero questo paese cambi in meglio e, questo, senza rinnegare, nemmeno per un secondo, quanto si qui appena scritto ed affermato. Non è una contraddizione se al lavoro del neo presidente si aggiungeranno finalmente una verve fattiva del movimento cinque stelle e quella sinistra di cui auspicavo più sopra.
Che dire di altro se non che da oggi in poi ciascuno di noi ha la doppia responsabilità di assumersi il ruolo di architetto ingegnere e capomastro nella costruzione di una nuova sinistra unita e di esserne parte attiva e impegnata dal porta a porta all’espressione più divulgativa ed efficace.
Che sarà del domani lo spremo doman l’altro; quello che è il nostro presente dipende solo da noi e da nessun altro quale che sia il messia a divulgar parabole e previsioni sul futuro.