Life - di Francesco Briganti
Nessuno sceglie di nascere; nessuno, o quasi, di morire; si può, però, scegliere come vivere. L'uomo, maschio o femmina, ha una propria essenza che trascende il puro processo meccanico, chimico e fisico di una vita materiale: quegli scambi elettrici tra neuroni che danno origine all'autocoscienza, al pensiero generico, alla fantasia del e per il futuro, alle rimembranze mnemoniche ed ai comportamenti, razionali, irrazionali, cinici o sentimentali, possono, forse, identificarsi con l'anima di ciascuno.
Se così fosse, però, allora spentasi l'eco dell'ultimo battito cardiaco, cessata ogni interazione neuronica, l'anima di ognuno morrebbe assieme al suo essere fisico e, dunque, diverrebbe concreto ed esaustivo il dire: " ... la vita è adesso ... ".
Tutti gli esseri viventi hanno quel tipo di scambi elettrici, ma pochi tra essi hanno la grande fortuna dell'auto coscienza e della memoria; forse alcune scimmie antropomorfe, gli scimpanzé ad esempio, davanti ad uno specchio, riconoscono sé stesse; esse imparano, quindi hanno memoria; tramandano alle generazioni successive le loro esperienze, perciò, in un certo qual modo, programmano un futuro; combattono seguendo strategie di agguati e caccia di gruppo, dunque prevedono ed immaginano l'attimo successivo al momento; si industriano con strumenti, anche se rudimentali, per migliorare la propria esistenza: hanno dunque un'anima anche esse?, ed anche la loro anima muore?.
Può definirsi autocoscienza quella dei delfini, degli elefanti, dei cani e dei gatti?; e le formiche?; e giù giù sino ai batteri ed ai virus i quali infettano e uccidono, ma solo fino ad un certo punto: quello in cui ogni infezione improvvisamente si ferma perché la distruzione totale dell'ospite significherebbe la distruzione stessa dell'agente infettante; è tutto questo sinonimo di un qualcosa paragonabile ad un'anima?; e, se si, questa anima che non distrugge sé stessa per non morire è superiore a quella umana?; è l'unica vera anima esistente?.
O la vera unica anima è quella che si auto crea nel momento in cui due molecole primigenie si incontrano, si fondono e generano un essere capace di riprodurre sé stesso dando origine ad una catena di altri esseri via via il più diversi possibile tra loro?; e se è questa la vera ed unica anima, essa è soggetta ad una evoluzione darwiniana e ad una gradualità di essenza fino alla più stupida capace e/o costretta di e/o ad annichilire sé stessa?, oppure dalla primigenia in poi ogni cosa è lasciata al caso, alla fortuna, alla intelligenza di ciascuna specie, nell'essere e nel divenire?.
E se così fosse, cosa assume il ruolo più preponderante, il caso, la fortuna o l'intelligenza?; possibile che un batterio o un virus abbiano più fortuna, più intelligenza o siano aiutati dal caso più di tutti gli altri esseri viventi?. Ed allora, se si, perché?.
Comunque la si guardi, quale che sia la propria scelta e/o definizione, a dispetto di qualsiasi credo agnostico, ateo o religioso l'unica deduzione possibile è che la vita stessa è anima: allo stesso tempo mortale ed eterna giacché singolarmente finita, ma replicabile di continuo anche se con aspetti sempre diversi e imprevedibili.
Quindi l'uomo!. Un'anima stupida che ha conquistato il mondo; con punte di massima stupidità in molte delle sue specifiche manifestazioni tra le quali eccellenze di ogni genere e grado con, acme tra gli acme, quella quotidianità egoistica ed egocentrica, solitaristica pur nelle comunioni più diverse e composite, che gli impedisce di godere e contemporaneamente sfruttare la fantasmagorica e caleidoscopica caducità di ogni cosa.
L'uomo a credersi dio e depositario di una realtà, in fondo e per tutto questo, inconsistente!.
L'uomo che potrebbe essere dio nel mentre che non riesce ad essere altro che un macro organismo suicida.
L'uomo! e, forse basta la parola ...