… ma che Vi devo dire … che Vi posso dire … - di Francesco Briganti

17.12.2013 07:34

Il catastrofismo di maniera così come l’ottimismo di chi non vede mai il brutto in niente ed in nessuno non servono a vivere serenamente; come in ogni cosa una giusta via di mezzo sarebbe quella ideale da seguire.
Evvai!; la massima del giorno l’abbiamo scritta, la maschera del saggente (saggio saccente) l’abbiamo indossata, i più saranno inevitabilmente d’accordo; qualcun altro si spingerà a mettere un mi piace ; altri ancora, più partecipi e consci, addirittura dimostreranno di esistere inserendo la loro personale convinzione con l’aggiunta di uno o più righe di commento. Lasciatemi dire che, cominciando da me, le cose che diciamo e scriviamo sono al 80/90% di una banalità e di una ovvietà spaventosa e, non servono a nulla. Come si stava prima, si resta dopo e l’interesse, comunque suscitato, sparisce nello spazio temporale del post successivo, dell’ulteriore mi piace, della seguente partecipazione a commentare. Quanti e quali esempi volete che vi trascriva per confermare la mia tesi?; credete davvero ce ne sia bisogno?. Chi di noi non riconosce a sé teso che saltare una fila, parcheggiare al poto dei disabili, frodare sul peso al supermercato, o prendere un autobus senza fare il biglietto è sbagliato, eppure chi non ha mai fatto qualcosa del genere alzi tranquillamente la mano e dica “ io! “, sappia, però, che non gli crederò. Importa qualcosa che io gli creda o meno?; a meno no figuriamoci a Voi che leggete. La cosa importante resta che chiunque abbia fatto tale affermazione è un bugiardo e lo è sopra tutto verso sé stesso.
Gli esempi appena fatti sono anch’essi di una banalità estrema; sono peccatucci veniali a cui non diamo importanza e che ci sembrano risibili, ma essi sono la base sulla quale viene costruita la piramide di misfatti e malfatti attorno, dentro e sopra la quale si articola questo paese.
In successione temporale abbiamo visto negli ultimi anni venire alla cronaca, la lega, Grillo ed il suo movimento, poi Renzi e la propria vocazione “rottamatoria” ed infine, buoni ultimi, i forconi e quelli del nove dicembre. Ciascuno piglia in giro sé stesso e gli altri come meglio preferisce e gli riesce, ma: al primo Maroni al ministero degli interni, pur non essendo un leghita, ho sperato che si scoperchiassero le tombe degli scandali e delle bombe, risultati … nessuno!. Il duo imperialista Grillo e Casaleggio, urla, vaffa, proclami altisonanti, massimi sistemi e poi?, una restituzione di soldi non dovuti e non meritati e nessun’altra partecipazione; cambiamenti?, zero!. Renzi, appena arrivato, falsa riga grillina e rinnovatrice, Jovanotti al posto di Fossati e Letta per altri 15 mesi; auguri!. I forconi e quelli del nove dicembre, picchiatori e picchiati, fascisti e non, casinisti e gentiluomini, comunque sfruttati e tartassati, rivoluzioni minacciate e tanta polvere sollevata a annebbiare l’intera situazione che non cambia e non cambierà.
Siamo il paese dei post e delle rivoluzioni a parole; siamo il paese del meglio la gallina oggi che dei pulcini da allevare domani; siamo il paese del tutto e subito per quello che strettamente ci riguarda; e gli altri?: … che si fottano!.
Mi sono svegliato male stamattina?; forse, ma sfido ognuno di Voi a dimostrarmi che sto sbagliando, che mento sapendo di mentire e che mi spinge qualche scopo utilitaristico a denigrare e a far pensare ognuno, in special modo quelli che la pensano diversamente da me. Questo è un paese marcio. Lo è nelle parole e nei fatti delle massime cariche dello stato e giù a scendere fino ad ognuno dei suoi abitanti. Non vedo eccezioni, non riconosco eccezioni, me compreso naturalmente. Questo è un paese talmente abituato al suo marciume ed alla sua monnezza che se ne fosse, per qualche miracolo improvviso, privato darebbe fuori di matto per riuscire di nuovo a crearla ed a sentirne la puzza. Siamo talmente abituati al letame che i nostri polmoni si irritano quando respirano aria fresca; siamo talmente abbrutiti che non crediamo più a nulla ed a nessuno e questo perché in primis non crediamo a ed in noi stessi e questo perché implicitamente ci riconosciamo incapaci di cambiare quel martoriante modo di vivere che, bene o male ed almeno fin che dura, in fondo in fondo poi tanto schifo non fa.
Non c’è speranza e non c’è salvezza se prima di ogni altra cosa non si ammette di essere diventati delle marionette nelle mani di burattinai asserviti all’interesse ed all’egoismo personale incurante di ogni altra cosa se non di quello stesso interesse ed egoismo al punto tale da negare l’unica vera evidenza certa: quei burattinai non siamo altri che NOI!.
… ma che velo dico a fare!.