“…. Minchia … palo!. “ - di Francesco Briganti

03.02.2014 15:38

C’era, tempo fa, un radiocronista che era di una cultura straordinaria; aveva un savoir faire da gentlemen inglese ed una proprietà di linguaggio da fare invidia ad un membro dell’accademia dei Lincei; questo principe del microfono come iniziava, però, a trasmettere, sia per la foga partecipativa, sia perché dichiaratamente un tifoso sfegatato della squadra di cui faceva le radiocronache, perdeva ogni aplomb e sparava le più grosse cazzate di questo mondo arrivando persino ad animare ed a colorire il più squallido degli incontri di calcio. Da qui quello che, su riportato, divenne il suo tormentone: al termine di un’azione concitata quella esclamazione sancì lo stamparsi del pallone, alle spalle di un portiere tristemente battuto, desolatamente ed inutilmente sul palo.
Ho assistito, ieri domenica, ai novanta minuti più brutti che io mi ricordi da quando bambinello ho iniziato ad appassionarmi di calcio; una delusione mortale oltre alla rabbia ed alla frustrazione si sono impossessate di me man mano che passavano i minuti e via via che undici strapagati professionisti del nulla dimostravano al mondo intero quanto poco valesse la dignità, la creatività, la fierezza, l’ardore e la maestria (il Napoli) di fronte a chi sopperiva ad ognuna di queste mancanze con il cuore, l’impegno, la voglia di vincere e la determinazione ad essere utili (l’Atalanta), quanto meno come unico svago possibile, a chi avesse deciso di seguirli, di amarli e rischiare l’infarto per le loro gesta. Risultato finale: tre a zero per i più deboli, all’unanimità creduti sconfitti e vilipesi soltanto novanta minuti prima del fischio d’inizio. A Testa basta gli altri undici contendenti, alla fine, uscivano dal campo consci della loro pochezza, fisica e di spirito, in quel frangente dimostrata.
C’è questo di bello nello sport: non puoi fingere se solo non sei un venduto, un raccomandato, un puro e semplice mercenario. Alla fine di un qualsiasi incontro, tappa, partita, inning, set o match il risultato finale esprime un valore ed un giudizio: hai vinto o hai perso o hai uguagliato il tuo avversario in funzione dello sport e/o dell’occasione considerata; lo hai fatto dando l’anima o per casuali circostanze; per superiorità espressa facilmente o quale figlia degenere di uno scontro ad armi pari a riolvere il quale un colpo di genio, un ciuffo d’erba o un soffio di vento da soli o insieme sono stati determinanti; comunque sia al consuntivo c’è un verdetto: 1, X, 2 e non c’è altra discussione possibile e quando ci fosse, non cambierebbe il risultato del campo.
Lo sport è una parafrasi della vita. E’ il surrogato della guerra; e’ una scuola di vita in cui ci si ingegna quando non si avessero le doti (armi) necessarie e dove le cose che contano veramente oltre alla preparazione e alle regole condivise sono la passione, l'onestà, l’intelligenza ed il cuore. Nessuna conclusione può essere certa all’inizio di una qualsiasi occasione sportiva e nulla è più difficilmente governabile se diamo per scontato e, dobbiamo dare per scontato, che non ci siano imbrogli, che manchino gli intrallazzi, che i più forti accettino di scontrarsi con i meno forti senza pretendere di averne dei vantaggi, dei favoritismi, delle agevolazioni.
Anche in alcuni sport ci sono delle condizioni minime di partecipazione, ma queste sono rapportate allo standard medio basso e non alle considerazioni dettate dagli interessi o dalle prestazioni garantite dai più forti e/o dai partecipanti più potenti o danarosi; perciò una nazione africana potrà tranquillamente partecipare ad una gara di sci olimpico ed una dell’estremo nord ad una corsa di cammelli, con tutto ciò che è compreso tra questi due estremi; e mai un commentatore sportivo, per quanto di parte e fantasioso, oserà discriminare e/o deridere o, peggio, schifare gli uni o gli altri per la loro pochezza o per la loro inadeguatezza.
Ecco, ora traslate tutto in politica e, nella fatti specie, in questa nuova legge elettorale voluta dal duo omosexintrallazista sindaco-nano; provate a confrontare i vari commentatori; i più diversi trainer; osservate e valutate le diverse tifoserie e, poi, decidete chi imbroglia e raggira chi; chi ha rispetto di cosa e di chi; chi, ancora una volta, si diverte alle spalle di chi.
IO, una mia valutazione la ho: VOI?.