... nei giardini che nessuno sa ... - di Francesco Briganti
Il 40 percento dei giovani costituisce la gran parte di quel 13% degli Italiani disoccupati. In questo paese la povertà avvertita quasi si pareggia con quella effettiva. Il problema casa cresce con il passare dei giorni; la Caritas diventa fonte di sostentamento per un sempre maggiore numero di persone; Emergency agisce in Italia come se fosse in una landa di guerra o in un paese abbandonato del terzo mondo; a Roma ci sono più candidati a sindaco che elettori; nel parlamento la percentuale dei condannati oramai supera quella degli indagati; l'ex segretario di Rifondazione Comunista scopre le virtù di Comunione e Liberazione unendosi di fatto al vacanziere a gratis di professione Formigoni e, in tutto questo, il 68% dei cittadini si astiene dall'andare a votare.
Non importa fare un distinguo dei motivi per cui, ognuno di quella percentuale si astiene; non importa giacché, a volerla trovare, si riesce sempre ad esprimere una motivazione valida o supposta tale. Il dato di fatto è comunque che è il totale quello che conta e, ancora di più dato di fatto sono le conseguenze di quella astensione.
Innanzitutto la stessa viene millantata dal buffone rignanese quasi fosse il risultato del suo dictat illegale ed illegimittimo; quindi la sua proterva prosopopea lo spinge quotidianamente a dichiarazioni urbi et orbi contro tutto e tutti: quando ne ha per i magistrati, quando per i sindacati, quando per i lavoratori in genere, quando per quei suoi sodali che si azzardano a qualche commento fuori le righe, quando, avendo tradito tutti, riesce persino a tradire sé stesso.
Politicamente parlando è un parvenu della menzogna politica; da rottamatore quale si era mostrato e dichiarato ha imbarcato su quella nave bestiame di cui si spaccia ufficiale comandante ogni schifezza possibile, vecchia o nuova che fosse; da giuda professionista e professionale si è servito di due milioni tra compagni, ingenui di ogni sorta, centristi e camerati per raggiungere quella vetta su cui fare rifulgere una madonnella di cartone che, prima o poi, gli farà le scarpe prendendone il posto o cornificandolo, politicamente parlando, con qualcun altro più, diciamo così, promettente; c'è poco da fare, questo è il destino di tutti gli imbecilli convinti di essere dei geni essendo, invece, dei poveracci.
Dunque l'astensione, il popolo e, nel suo essere un non popolo, i giovani.
E' drammaticamente sconfortante il non vedere una partecipazione massiva e coesa di quella parte di cittadinanza che, quando non emigrata, stesse a disperarsi in cerca di un futuro tanto inarrivabile quanto qualsiasi orizzonte a considerarsi; è, miserabilmente indescrivibile, la dei giovani surrogata presenza da parte di persone di una certa età, ad essere in assoluta maggioranza, in quei comitati a battersi per il NO AL PROSSIMO REFERENDUM; è sconfitta massima per ognuno di noi il non assistere all'occupazione indefessa, continua e costante delle piazze da parte di studenti di ogni ordine e grado, di operai, quale che fosse la loro occupazione, di intellettuali a gridare le ragioni della democrazia, delle massaie: mamme, nonne, mogli o vedove della reversibilità che fossero, dei pensionati e di tutte quelle categorie a lamentarsi un giorno sì e l'altro pure.
Tutto questo è indice di un paese zombie che finge di essere vivo per non ammettere con sé stesso di non avere più il coraggio di vivere.
E non è più nemmeno una questione ideologica; non si tratta più di affermazioni fatte da uno di destra piuttosto che di sinistra, c'è una trasversalità della rassegnazione che spera nella trasversalità della speranza e, muovendosi nella trasversalità dell'astensione ...
attende il proprio, dall'altrui opera, salvataggio!.