… onanisti … - di Francesco Briganti

26.10.2014 09:36

Non c’è nulla di più squallido e ridicolo quanto un uomo nudo con indosso i calzini e non c’è nulla di più sensuale ed affascinante di, a ciascuno il suo, una donna che velatamente si mostri al proprio amore dedicandogli in un gioco assassino le proprie grazie.
Non esiste al mondo mercimonio più turpe e truce di quello che si fa sfruttando in maniera becera la poesia di un atto d’amore; non c’è atto d’amore, sia esso esplicitamente sessuale, sia esso una qualsiasi manifestazione d’affetto che non venga quotidianamente sfruttato dalla “regolamercato” la quale, degna figlia dei nostri tempi, non ha altri dogmi se non quello dell’incasso, dell’arricchimento, della falsità manifesta al fine di un ricavo maggiore, comunque ed a prescindere dal chi sia la vittima, lo sfruttato, i malcapitati beoti.

La “regolamercato”; il consumismo pur che sia; una corsa al nuovo poco importi se diventa vecchio ancora prima di averlo usato; l’abbrutimento del avere ad ogni costo; la corsa disperata all’emulazione del vicino e del vicino del vicino; il desiderio di primeggiare in tutto e su tutto e tutti; la disperazione assurda per la mancanza del superfluo e la rassegnazione contemporanea nel non avere il necessario; la assuefazione alla privazione nascosta purché non sia manifesta; la riduzione al rango di bestie saprofite senza nemmeno la dignità animale di una ricerca tra i rifiuti.
Questa è la “regolamercato”!. Questa è la madre della nostra società senza etica e senza auto autostima; questa è la strategia di chi ci vuole schiavi paradossalmente liberti in un mondo in cui i padroni del vapore si contano sulle dita delle mani; questa è l’unica verità che un “popolobue”, ogni popolo bue che stagni nella propria miseria, ha deciso di non vedere. Questa è l’aia, ampiamente diffusa sul pianeta, in cui razzolano, schifosamente proni e sottomessi tutti gli esemplari della specie uomo su cui dominano maiali (porcus porcus; ndr) deificati e rappresentati sotto mentite spoglie umane.

La politica, “questapolitica”, in ogni sua manifestazione ha fatto sua la “regolamercato” e, partendo dalla ignobile compravendita di anime, passando per la prostituzione più materiale dei corpi, finendo alla sodomia più “pride” di ciascuno con ognuno degli altri a turno e viceversa, ha messo radici, domicilio e residenza in un bordello a più indirizzi e con più nomi: qui rinale (non è un refuso; ndr), parlamento, governo, regioni, province, comuni, partiti, movimenti, sindacati, burocrazia; e, poi, in corrispondenza, squallidi e falsi profeti, giuda innovatori, bavosi, puttanieri, satiri, puttane e culattoni bi tri e tetrasex ognuno e tutti protagonista e comparsa di un’orgia degna di una Gomorra prima del diluvio infuocato.

Due anime che si amino, comunque e dovunque lo facciano, hanno in sé una poesia divina ed una trascendenza che sono un miracolo a mostrarsi ogni volta; la politica, quella vera, quella disinteressata, quella del bene per il bene di tutti e di ognuno, quella dello spirito di sacrificio, del servizio alla comunità, del sacrificio sul altare del rispetto delle minoranze, della considerazione per il debole, del aiuto al bisognoso, della dignità elevata a sistema, delle poche leggi tanto inderogabili quanto giuste, è un atto d’amore tra chi si spende in essa e chi quella spesa sostiene, sopporta, supporta.
Questapolitica è un sistema di vita per lenoni, ruffiani, maitresse, le cui maschere da tragedia greca sono diventate con l’uso e l’abuso, nel tempo, squallide raffigurazioni per rappresentare il tutto ed il suo esatto contrario contemporaneamente, con la sfacciataggine della meretrice a buon mercato, del prete pedofilo, del razzipensiero, del lascivo arcoriano, del leopolda toscano, del grillino “internetico”, del oppositore sostenitore, del dissidente obbediente, del astenuto, del “proviamoanchequesto”, del elettore a prescindere, del “chemifregaamemicamichiamopasqualeio”, dell’insieme di tutti in un coacervo popoloso, popolare e plebeo di inetti a cui sta bene la propria inettitudine.

E’ un mondo di impotenti duri solo a parole; di incapaci a generare una qualsiasi soluzione; di ignobili “divisori” impediti al congiungersi in un amplesso finalmente amoroso e salvifico. E’ un mondo in cui l’apparire, quando non bastasse la minaccia e/o la promessa dell’apparire, saziano anche il più affamato degli affamati rendendogli soddisfacente una masturbazione, al buio e/o manifestata, al punto da preferirla al sudore, alla fatica, al piacere, all’orgasmo ed al godimento rilassato di una copula da mille ed una notte.

… e chi si volta a guardare nemmeno avrà la fortuna di diventare

una statua di sale!.