Parlando di me... - di Patty Chiari
Davanti a me vedo una porta enorme, alta, larga, pesante, di quelle che c'erano negli antichi palazzi una volta, cerchero' di aprirla, piano piano, non posso spalancarla tutta in una volta, dietro ci sono tutti i ricordi arrugginiti, taglienti, e li' in mezzo c'è lui, mio padre, devo raggiungerlo prima o poi e parlarne, ma devo fare piano, non farmi ancora male, ci provero' ma serve forza e coraggio, qualita' che si sono affievolite con gli anni, e non so fino a che punto mi spingero', ma devo assolutamente provarci. Il mio primo viaggio insieme a mia madre fu quando avevo circa 7/8 anni e mi porto' a Napoli dove viveva mia zia, sorella di mamma, marchigiana, suo marito, marchigiano e le mie tre cuginette nate a Napoli. Ricordo che prendemmo il treno di notte, e viaggiavamo forse in ultima classe, perchè c'erano quei sedili di legno, tanto duri, tanto scomodi, mia madre mi aveva messa allungata per farmi dormire un po', ma era tutto cosi' scomodo che non dormii mai. Il viaggio fu lungo, sembrava non finisse mai, e quando arrivammo alla stazione ci aspettava mio zio con la sua bella macchina nera. Subito mi accorsi che li' tutto era diverso, una citta' grande, un gran folclore, la gente che strillava invece di parlare, un traffico incredibile, una citta' bella bellissima. Notai tutto con molta velocita', ma le cose che mi colpirono piu' di tutti furono le montagne di immondizia, che non avevo mai visto, e i banchetti sul marciapiede con sopra pacchetti di sigarette, e qualcuno accanto, boh...chissa' perchè? Arrivammo a casa di mia zia, splendida ed adorabile, una casa meravigliosa, un palazzo antico vicino la metropolitana, con delle scale di marmo molto larghe, l'appartamento era grandissimo, arredato con dei mobili antichi molto pomposi,....che meraviglia, una casa da film, una casa principesca se paragonata a dove io vivevo. Le mie cugine mi fecero una gra festa, non so quanti baci mi diedero, erano molto bacione, e siccome loro erano piu' grandi di me, mi coccolarono tanto.La piu' grande di loro aveva 6 anni piu' di me, le seconde 5 anni piu' di me. La piu' grande, una ragazzina normale molto intelligente, le seconde, gemelle, posso paragonarle alle due gatte siamesi del film "Lilli e il vagabondo", se avete visto il film capite quanto erano pestifere, furbe e incredibili, ma siccome io ero piu' piccola, le lasciavo fare quello che volevano. A casa di mia zia c'era di tutto, non mancava nulla, loro erano benestanti, lavoravano in due al policlinico di Napoli, e lavorando molto, a quei tempi si erano costruiti una vita abbastanza agiata. Provai a chiedere come mai c'era tutta quell'immondizia per strada e mi risposero che la gente era tanta e i napoletani non attenti a queste cose, poi chiesi anche del perchè ci fossero quelle sigarette in vendita sulla strada...non ci sono i tabaccai? Mi risposero che i tabaccai c'erano, ma c'era anche il contrabbando di sigarette e che laggiu' funzionava cosi', perchè Napoli è un altro mondo. Ero piccola, troppo piccola per ribattere a questa risposta, ma dentro di me pensavo e ripensavo senza risposta, ma come? mio padre è dovuto andarsene dall'italia proprio perchè faceva concorrenza allo stato, e qui invece lo fanno in mezzo alla strada senza che nessuno dica nulla? Non è mica giusto? Ecco, mio padre se ne era andato per questo motivo, dopo qualche anno di attivita' illecita, ando' male, e se non voleva scontare dentro le enormi multe che aveva, doveva andarsene per 8 anni in esilio, ed è per questo che cominciarono i nostri guai che non finirono certo qui. La porta è appena aperta ora, ma devo fermarmi qui.