… parole al vento … - di Francesco Briganti

11.12.2014 08:06

“ …. La soluzione per il Capo dello Stato è quella di "dare nuova vita e capacità diffusiva a quei valori" che hanno fondato la nostra Repubblica, un'azione che "richiede oggi e nel prossimo futuro una larga mobilitazione collettiva volta a demistificare e mettere in crisi le posizioni distruttive ed eversive dell'antipolitica, ed insieme, si intende, a sollecitare una azione sistematica di riforma delle istituzioni e delle regole che definiscono il ruolo ed il profilo della politica". Quindi rivolge un appello ai parlamentari, soprattutto quelli giovani, ad impegnarsi "per impedire l'avvitarsi di cieche spirali di contrapposizione faziosa e talora persino violenta" e per portare l'Italia verso un futuro migliore.” (la Repubblica; 11/12/2014; l’articolo non è firmato; ndr)

Che strano paese!: portare l’Italia verso un futuro migliore!; appello ai parlamentari sopratutto quelli giovani …; politica ed antipolitica; nuova vita e capacità diffusiva a quei valori fondativi …; posizioni distruttive ed eversive … . Un pianto!; uno squallido lamento perno di un articolo altrettanto squallido ed irriverente nei contenuti e nei confronti di chi legge, della intelligenza di chi legge, della dignità di chi legge; offensivo per la onestà intellettuale di chiunque non abbia fette di salame al posto del cervello.

In questocommiserabilepaese non c’è più una sola cosa, a cominciare dalla Carta Costituzionale, che venga considerata sacra ed intoccabile; non esiste più una morale ed una etica pubbliche a cui si possa fare riferimento e che possa essere portata ad esempio e guida; non valgono più quei principi fondativi che hanno fatto da fondamento della nostra repubblica oramai derubricata a stato barzelletta, paese di bengodi, nazione da operetta, civiltà del abuso e del sopruso.
A partire dal primo cittadino per finire al ultimo tra essi, ovunque vi voltiate, troverete una situazione anomala, gestita in maniera soggettiva, viziata da se e da ma, corrotta da influenze esterne, soggetta a paradigmi compromissori e compromettenti, vessata da affiliazioni a questo o a quel interesse, che sia economico, privatistico, elettorale, paranoico, disonesto, necessitario poco importa. Siamo un paese con troppe leggi che ha raggiunto il non invidiabile primato e risultato di essere un paese senza legge; un paese al cui confronto il west era il massimo della civiltà possibile. E’ un paese senza vergogna!.

Non è disfattismo e non è antipolitica; la mia affermazione è una pura e semplice constatazione dello statu quo.

Il nostro presidente, di cui nel articolo si riportano le parole, commosse e vibranti, per la prima volta nella storia ha accettato un mandato non previsto e non considerato nella nostra Costituzione; il nostro presidente del consiglio, eletto da nessuno, spacciando una volontà popolare nel migliore dei casi rapportabile ad un quinto dell’intera popolazione, funge da deus in machina al quale tutto è dovuto e dal quale tutto deve accettarsi; esiste una classe politica che spaccia per doverosa prebenda uno stipendio, delle prerogative assurde, dei privilegi mai più comprensibili, e per di più tutte ed ognuna spesso mal guadagnate/i ed associate/i, tra l’altro, ad una corruttela che non ha eguali nel mondo; quel lavoro su cui si fonda l’esistenza del nostro stato vede mancarsi, oramai, a quasi il venti percento della popolazione, al quaranta percento dei giovani ed è un sogno proibito in alcune regioni; la discriminazione ed il razzismo serpeggiano sotto l’egida di ideali nazionali millantati ed al tempo stesso sfruttati come fonte di arricchimenti personali; la giustizia è allo sfascio; la sanità ha tempi da funerali imminenti; l’istruzione pubblica è oramai una favola da quarto mondo; la ricerca è un capitolo di un libro di fantascienza; le tasse sono ad un acme mai raggiunto prima; gli strozzini di stato, i loro mandanti e le loro braccia violente esecutrici imperversano per il paese potenti con i deboli e deboli con i potenti eppure …

eppure ancora c’è chi ha il coraggio, lo stomaco, la protervia di salire su di un pulpito e lanciare moniti, raccomandazioni, richiami a comportamenti che per primi quei “chi stessi” non hanno rispettato, non rispettano e non rispetteranno in futuro.

Come si fa a parlare d’altro ed a non essere ripetitivi quando si guarda a questo paese; come si fa a non credere oramai impossibile una rinascita di una società, prima ancora di una politica, di un governo, di una nazione?.

Come si fa!, come si fa?