POI … - di Francesco Briganti

13.06.2013 06:42

“ … ti accorgi che la tua vita è in qualche modo segnata quando, per quanti colpi di timone tu possa dare, la rotta non cambia …” . Ma che razza di paese viviamo?; ma noi italiani che gente siamo?; perché in questa terra sconsacrata sembra che non succeda mai nulla?; com’è che lo ieri, l’oggi ed il domani sono diversi soltanto per il numero che portano come data?. Quattro mesi fa, più o meno, si svolgevano le elezioni; risultato: nessun vincitore; tre partiti a spartirsi quella parte disgustata, ma non ancora schifata della popolazione ed una speranza in tutti anche in quelli che, miseri miscredenti come me, non avevano votato per quelli in cui adesso speravano. Un mese di zarzuela: “ io ti schifo”; “invece io ti amo”; “ a me mi schifano in due”; “io con voi due mai”; io invece con te vorrei”; “vieni con me che uello non ti vuole”. Il popolo della sinistra in rivolta; il popolo dei 5 stelle in giubilo perché duri e puri; il popolo della destra zitto, a parte i soliti leccaculo, mentre i politici del PDL di continuo a blaterare sulla necessità delle larghe intese. POI Il napoletano de Roma qui rinalizio (refuso?) si scrifica per la Patria tra un bruciar di nastri ed una viva e vibrante soddisfazione e: Grillo grida “avete visto volevano l’inciucio”; letta risponde “ sacrifico il segretario per un governo, pur che sia!” ed il nano gongola pensando ai ricatti molteplici che potrà mettere in atto. POI, fatto il governo, mentre dal Quirinale all’ultimo dei ministri ognuno gode, si inanellano due mesi di faremo, diremo, controlleremo ed in sequenza tutta una fila di verbi al futuro e nessuno declinato al presente: niente fatti, niente proposte; addirittura nemmeno favole o fantascientifiche storielle o semplici promesse di miracoli che qualche dio bonario potrebbe fare: NULLA!. Il paese mormora, si agita, ma tra sussurri e grida continua il suo strazio quotidiano. I sondaggi danno la destra avanti, il Pd in calo ed il M5S più o meno a galla sui suoi voti. POI, si vota per i sindaci e tutto si stravolge; il centro sinistra stravince dappertutto; Grillo stravince a Pomezia e ad Assemini; il nano stravince perché qualcuno ancora lo ha votato, ma tace, sottilmente, altruisticamente tace per non mortificare il mondo con qualche stronzata. POI i talk, i giornali, i telegiornali, i webgiornali, i blog, le pagine facebbok, quelle twitter ed ancora Renzi, Santa che?, LUI dal colle, tutti insomma, a meravigliarsi, a sconfortarsi, a sorridere sotto i baffi, a grattarsi la fronte, a fregarsi le mani, a sollazzarsi con qualche pulzella intorno ad un palo da lap dance, ed insieme a continuare nell’enunciazione dei verbi non più al futuro, ma, ora, al condizionale perché i se ed i ma stanno scavando tante di quelle fosse che il cammino di qualsiasi governo anche del più miracolato diventa un sei da cercare al superenalotto; nel frattempo chi muore giace e chi vive si da fuoco!. POI, la vittoria del PD rafforza il governo; la vittoria del Pd da più forza al Pd; Il M5S atelle sta affondando; Il M5S ha avuto due sindaci in più; Il PDL senza il nano non esiste; il PDL deve rinnovarsi per non morire; la lega …, la lega chi?. Il tutto nel mentre c’è chi si getta dal balcone perché gli arriva lo sfratto e chi muore per mano di un ragazzino che lancia una bomba a mano come se tirasse di fionda. POI, passano tre giorni dal voto e: per la legge elettorale occorrono ancora i mesi sino ad ottobre e poi vediamo; forse l’iva non l’aumentiamo o forse si; bisogna tornare in Europa; dall’Europa dobbiamo pretendere più spazio di manovra; Lui dal colle afferma che il governo è a termine; LUI dal colle nega che il governo è a termine e, nel frattempo, il lavoro non c’è, la disoccupazione aumenta, equitalia e le agenzie di recupero crediti rompono i coglioni, le banche non bancheggiano, i debiti aumentano con le preoccupazioni ed il mese vede la seconda settimana fare il filo alla terza mentre della quarta non c’è più traccia. POI: “ … oh quante belle figlie madama Doré … o quante belle figlie …!.”