… prisencolinensinainciuso … - di Francesco Briganti

07.01.2014 07:49

A volte ci sembra che la vita ci voglia protagonisti di una persecuzione, per fatti ed accadimenti, di cui non sappiamo spiegarci i motivi e sono tali e tante le vicissitudini che accadono che quasi ci verrebbe da dire “ … ma vuoi vedere che il Padreterno ha creduto che l’ho crocefisso io Suo Figlio …? ”. Non sono suggestioni, sono vicende reali dalle quali sembra non si possa sfuggire e che sembrano accanirsi tutte ed insieme, in una continuazione temporale maligna, a cui non sappiamo più dare un orizzonte finale.
Naturalmente non è così; non è mai così. Quando, però, si giungesse ad avere la sensazione, la convinzione sopra descritta, allora quello è il momento di fermarsi, fisicamente e mentalmente, un attimo o due o più se necessario e lasciarsi andare alla propria memoria ed ai propri ricordi e, partendo da quelli che, non può essere che così, hanno contraddistinto momenti felici, semplicemente gioiosi o di pura e semplice soddisfazione per ciò che si è ottenuto, risalire pian pianino al presente analizzando, riflettendo, deducendo e verificando dove e quando la nostra vita ha cominciato ad avere un andamento negativo dopo di che il tutto assumerà l’unica importanza che merita e cioè che nel bene e nel male essa è nelle nostre mani e dunque, quale che sia al momento al suo coro si può dare una svolta, anche solo fosse quella di lasciare pazientemente passare la bonaccia che, prima o poi, il vento ricomincerà a soffiare nelle nostre vele. Certo, è sempre buona cosa, avere a portata di mano un paio di remi con i quali spingere la propria barca nell’attesa.
Questo vale per ciascuno di noi e per ogni cosa e, ripeto, nel bene e nel male: non ci si crogiola quando il vento soffia da poppa né ci si arrende quando dovesse esser contrario o addirittura assente.
Son finite le feste; che lo siano state vacanziere o meno, per tutti o meno, con oggi effettivamente comincia il nuovo anno lavorativo, politico, sociale. Chi stava male alla fine del 2013, a meno di regali del lotto o di qualche lotteria, troverà invariata, oggi, la propria situazione e, similmente sarà, per coloro che non avevano eccessivi o punto problemi prima. Per tutti, perciò, da oggi lasciate alle spalle le maledizioni, le recriminazioni, le egoistiche meschine soddisfazioni dovrebbe cominciare un cammino nuovo; occorre, è necessario, che ognuno indirizzi il proprio percorso, quale che sia il punto di partenza, su di una strada che contempli la difesa della dignità, la conquista del minimo indispensabile, un lavoro ragion d’essere, una attuazione precisa, concreta e fattiva di quelli che sono i mezzi per raggiungere un obiettivo il più possibilmente comune e condivisibile.
Non ci ono più deleghe valide, se non rapportate alla concretizzazione delle ragioni per cui quelle deleghe erano state date; deve essere questa la ragione unica e sufficiente a far alzare la voce per una rapida difesa dei nostri diritti: di quelli sanciti dalla nostra Costituzione ed anche di quelli che la stessa avesse dimenticato o non avesse previsto per la sua anagrafica origine.
Il duemilaquattordici deve essere, DEVE ESSERE, l’anno del cambiamento e non già comunque sia purché sia; DEVE ESSERLO nel segno della giustizia sociale e dell’equità e della difesa dei deboli e degli afflitti e PUO’ ESSERLO soltanto se ciascuno di noi, nel suo grande e/o nel suo piccolo, si rende conto che anche e solo con l’azione responsabile e autorevole del proprio personale agire ciò accadrà. Quindi, a valle dei nostri compiuti doveri, a valle dei nostri continui sacrifici, alla foce della nostra perenne, ma non sempiterna pazienza, SI PRETENDANO, senza ulteriori stucchevoli rinvii, TUTTE QUELLE COSE, TUTTE E TUTTE ASSIEME, che sin qui ci sono state negate o che non hanno ancora visto la luce.
Altrimenti?. Altrimenti vorrà dire che pur non avendo nessuno di noi contribuito alla sua crocefissione, ma neppure essendoci ad essa opposta avrà fatto bene il Padreterno, o Chi per lui, o comunque vogliate chiamarlo: fato, ignavia congenita, supina masochistica arrendevolezza, a FOTTERSI DI NOI …
… e si continuerà a soffrire, MA TACENDO, perché anche il diritto di parola sarà stato perso!.