… QUEL BALCONE DI PIAZZA VENEZIA … - di Francesco Briganti

18.05.2014 10:33

La collina dietro casa mia è un mondo a sé stante; il sentiero che vi si inerpica ha un che di fiabesco: scorre sotto una volta fatta di fronde incrociate metropoli di centinaia di nidi ed aeroporto scalo e partenza per migliaia di uccelli di ogni tipo. Dietro ad ogni albero può nascondersi la sorpresa di uno scoiattolo, di una timida famigliola di ricci, di una baldanzosa volpe in fame d’avventura e di cibo, di un cinghiale temerario ed incurante dei possibili pallini a trasformarlo in ragù e salsicce. Percorrere quel sentiero, sperduto ed erto tra gli alberi prima di aprirsi all’altro versante, fa da catalizzatore con la natura circostante e da lievito per il pensiero al punto da accedere, di tanto in tanto, una lampadina da qualche miliardo di candele.
Il Golpe è fungo malevolo che colpisce le graminacee; è talmente letale che i contadini lo temono come ciascuno di noi teme la peggiore delle patologie; quando colpisce distrugge senza remissione e quando colpisce è fonte di danni diretti e collaterali e di disperazioni senza soluzione.
Il Golpe ha un’accezione differente nel linguaggio comune, ma non per questo meno letale e disperante; per golpe comunemente si intende una presa del potere al di fuori dalle regole costituite; essa è di solito “manu militari” si attua, cioè, a cura degli eserciti i quali, e nella maggior parte delle volte, usano le armi per abbattere i governi legittimi e sostituirli, ogni volta in nome di qualcosa di diverso, con l’illegittima figura del despota di turno ad aver ordito il tutto; ma di golpe si deve parlare per tutte quelle situazioni che “ex abrupto”, improvvisamente, rovescino uno “stato d’essere” quand’anche lo stesso fosse a sua volta frutto di un golpe precedente.
La lampadina che mi si è accesa sotto una quercia secolare e mentre masticavo una ciliegia appena strappata, è quella che mi ha illuminato sul fatto che in Italia siamo di fronte a tutta una serie di colpi di stato e questo a partire dall’occupazione ventennale di Berlusconi ed ivi comprendendo le parentesi rette dal centro sinistra caduto, a quanto pare, per “golpetti” di cui erano artefici dei venduti al denaro o alla loro ondivoga essenza ed anche, alla loro stupida pretesa di essere l’anima rappresentativa di una realtà non più esistente.
Quelli di cui mi piace parlare stamane non sono quelli passati ma quelli prossimi futuri che avranno due soli probabili protagonisti a seconda delle alterne fortune elettorali dell’uno o dell’altro: Rensindaco e Grilleggio altrimenti detto Casalillo.
Il primo: Quali siano la potenza e gli intenti delle forze che lo hanno condotto al posto che occupa non mi è dato di sapere, è un dato di fatto, però, che nel giro di poche ore un capo di governo ha rimesso il suo mandato nelle mani di colui che solo ore prima gli aveva dedicato un “stai sereno”, motto che da quel momento in poi è divenuto indentificativo di ogni singolo giuda di questo mondo. Il frutto di quel tradimento, quel colpo di mano, quell’ennesimo vulnus inflitto alla democrazia ed alla costituzione, grazie alle votazioni per l’Europa, ta cercando quella legittimazione in patria che non ha. Quel frutto in giro per scuole, ospedali, fabbriche, consessi di ogni genere si è speso e si spende nella suo opera di convincimento nei giorni scorsi ed in queste ore, non perché afflitto e pentito, ma per controbattere la possibilità che dai risultati la propria posizione risulti indebolita; per quanto, io ne sono certo, egli se ne strafeghi degli stessi giacché dovesse perdere dirà che “sono ininfluenti” e dovesse vincere che “il popolo è con lui”. Lui corre non per vincere, ma per contrastare al massimo ogni possibilità di vittoria dell’altro golpista.
Il secondo: ogni suo atto, ogni sua parola, ogni suo vaffanculo “urbi et orbi” diffusi, è indicativo e specifico della sua genetica golpista. Non ne fa mistero, né con opere né con le parole; richiede il potere assoluto per poter fare dell’Italia ciò che più gli piace senza concedere alle eventuali minoranze, che disprezza e deride di continuo, nessuna possibilità di intervento o di modifiche; espelle dai suoi e sberleffa ogni e tutti quelli che si pongono di traverso al dire ed al suo fare; non ammette libertà di critica a ciascuna delle quali risponde con offese negandone quella valenza di cui sono , però, piene le sue parole e le sue azioni. Si fa forte di unseguito scioccamente fideistico e ottusamente acritico che già di per sé è potente al punto da mettere a serio rischio la democrazia di questo paese. Il suo trottolare in giro per piazze e teatri è teso all’unico scopo di accrescere proseliti onde poter marciare simbolicamente e materialmente sul governo di Roma e, quindi, scalzare, per prenderne il posto, il golpista al potere.
Queste elezioni non sono dai due viste come una possibilità per cambiare l’Europa, ma come una ulteriore chance per accrescere il proprio potere.
Detto questo, occorre riflettere e convenire o contrastare le mie affermazioni con dati di fatto e, possibilmente, senza offendere o ciorinnando slogan inutili ed idioti; io sono qui, per chi volesse.

Dopo di che UN’ALTRA EUROPA E’ POSSIBILE E C'E' CHI, invece, SI BATTE PER QUESTO!.