Quello che occorre sapere … - di Francesco Briganti
Fondatore del Movimento federalista europeo, Altiero Spinelli nasce a Roma il 31 agosto 1907. Dopo i primi anni vissuti in Sudamerica, Spinelli studia alla “Sapienza” di Roma e aderisce, nel 1924, al Partito comunista d’Italia con il quale partecipa ad alcune iniziative politiche clandestine. Nel 1927 viene arrestato a Milano e, processato dal Tribunale speciale nella capitale, viene condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere. Dopo un primo periodo trascorso a Regina Coeli a Roma, Spinelli “vaga” tra Lucca, Viterbo e Civitavecchia, insieme a molti altri antifascisti.
Sono gli anni in cui approfondisce il pensiero di Kant ed Hegel, oltre a studiare lingue starniere, scienze, storia. Le riflessioni nate dalle letture lo allontanano dalle tesi comuniste. Nonostante due amnistie decise dal regime, Spinelli subisce un’ulteriore condanna a cinque anni di confino, scontata prima a Ponza e poi a Ventotene. È considerato ancora uno dei capi riconosciuti del partito comunista, ma paradossalmente proprio nel 1937 ne viene espulso per dissensi sulla valutazione dell’opera e della figura di Stalin.
A Ventotene matura la svolta politica che lo porrà alla testa di una nuova corrente politica dell’antifascismo. Conosce Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann (sua futura moglie) e con il loro contributo redige, nella primavera del 1941, il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, più noto come “Manifesto di Ventotene”, testo che nasce da un ampio dibattito instauratosi fra i quattro, e allargato ad altri “esiliati” quali Enrico Giussani, Giorgio Braccialarghee Arturo Buleghin. Nel Manifesto si definisce la battaglia per la federazione europea e contro i nazionalismi come “linea di divisione fra i partiti progressisti e i partiti reazionari”.
La libertà arriva nel 1943, alla caduta del fascismo. A Milano, nell’agosto del 1943, insieme amolti di coloro conosciuti durante gli anni di prigionia Spinelli dà vita al Movimento federalista europeo. (……). Dalla Svizzera, dove scrive numerosi saggi e collabora alla produzione di materiale antifascista, intrattiene rapporti con Leo Valiani e Luigi Einaudi, coinvolti nel Mfe su indicazione di Rossi. Al rientro in Italia partecipa attivamente alla Resistenza dal settembre 1944 al gennaio 1945, aderendo al Partito d’Azione, della cui attività fu uno degli ispiratori e per il quale scrisse il "Progetto di Piano di Lavoro", fino a quando, anche su pressione di altri importanti esponenti politici, decide di varcare clandestinamente la frontiera italiana per recarsi a Parigi, dove, insieme ad altri esponenti della Resistenza europea fonda il Comitato internazionale per la Federazione europea. (....) . Nel 1970 viene nominato membro della Commissione esecutiva della CEE. Dal 1976 al 1986 è membro del Parlamento europeo, divenendo nel 1984 presidente della Commissione istituzionale. Qui Spinelli rilancia un'azione di tipo costituzionale, promovendo l'elaborazione di un Progetto di Trattato di Unione europea (approvato a larghissima maggioranza il 14 febbraio 1984). L’iniziativa, nonostante l’ostruzionismo dei governi nazionali, che nel 1985 varano il meno ambizioso Atto Unico europeo, segna tuttavia l'ingresso sulla scena europea del Parlamento europeo come nuovo soggetto politico nel processo di democratizzazione delle istituzioni comunitarie. Altiero Spinelli muore a Roma il 23 maggio 1986. (wikipedia).
Barbara Spinelli, giornalista di Repubblica e figlia di Altiero Spinelli è candidata per la lista Tsipras per un’altra Europa. (ndr, fb)
“ Da circa due settimane è partito su tutti i media, con particolare accanimento in quelli vicini a Renzi, un attacco mediatico diretto a screditare la lista «L’altra Europa con Tsipras».
L’occasione è stata data dall’uscita del comitato dei garanti di Camilleri e Flores d’Arcais, per altro al momento finale di chiusura delle liste, dopo aver fatto insieme agli altri un ottimo lavoro malgrado tutte le difficoltà oggettive.
Certo è più semplice comporre le liste elettorali nei partiti «personali», dove c’è un capo-leader indiscusso che funziona da decisore insindacabile di ultima istanza. L’uscita dei due garanti è stata invece letta ed enfatizzata come l’ennesima prova della litigiosità della sinistra radicale, e quindi del suo inevitabile destino di autodistruzione. Come se non bastasse, si sono aggiunti pochi giorni fa, su TV7 e Sky, anche dei sondaggi che davano la lista al 2,9%, solo perché la domanda riguardava Sel, che veniva assimilata a l’intera lista «L’Altra Europa con Tsipras» (invece al di sopra del 4%; ndr,fb).
I risultati di questo attacco concentrico sono stati immediati. È incredibile la quantità di persone che mi hanno posto la domanda : «Ma perché litigate sempre?» oppure affermavano lapidaria-mente: «Ma siete sempre i soliti casinisti». Domande e affermazioni che venivano da persone che fino a poco tempo fa vedevano con interesse questa lista (....)
Eppure, novità positive non mancano e se n’è accorto anche Grillo che furbescamente ha dichiarato in una recente intervista a Enrico Mentana che «gli intellettuali che appoggiano questa lista potevano aderire al nostro partito (poi si è corretto «movimento», nda) in quanto sosteniamo le stesse cose». Niente di più falso. È vero che ci sono dei punti in comune, ma ci sono altresì distanze abissali che riguardano il rapporto con gli immigrati, in cui non sono man¬cate nel duo Grillo-Casaleggio espressioni vicine a quelle della Lega Nord, così come sulla rilevante questione dell’euro , dove sono note le prime proposte di Grillo (poi leggermente modificate) di «uscita dall’euro e svalutazione del 60 per cento della lira!!» ed è di segno opposto la proposta della lista per Tsipras che dice chiaramente: restiamo nell’euro, ma cambiamo radicalmente le politiche europee con una forte ristrutturazione del debito pubblico, che può essere assorbito tranquillamente dalla Bce se ci fosse la volontà politica di farlo. Ma, anche su questo punto cruciale del dibattito, i principali quotidiani nazionali hanno pubblicato nelle ultime due settimane delle tabelle che inseriscono la lista «L’Altra Europa con Tsipras» tra gli euroscettici, continuando a manipolare l’informazione.
Dobbiamo prendere coscienza del fatto che anche le migliori persone e intenzioni quando entrano nella competizione elettorale entrano in un mercato, nell’era in cui tutti gli aspetti della vita sono stati mercificati. Ne consegue che anche questa lista deve fare i conti, suo malgrado, con il marketing elettorale. Dato che qualunque marketing per essere efficace richiede investimenti e questa lista è la più povera che mai si sia presentata alle elezioni europee, si deve ricorrere alla sola risorsa che possiede in abbondanza: la qualità sociale e culturale dei suoi candidati. Ma non basta.
L’unico modo per opporsi a questa disinformazione è quello di fare emergere la creatività, scatenare la fantasia puntando a manifestazioni ad alto contenuto simbolico, e allo stesso tempo, mostrando il volto unitario di questa lista nelle iniziative di tutti i candidati.
“ By Tonino Perna, assessore alla cultura di Messina, candidato per L’Altra Europa con Tsipras (ndr; fb.).