… remake … - di Francesco Briganti
Non ho acceso la luce. La stanza è al buio e loro sono lì; ne intuisco la presenza, ne intravedo l’essenza fluorescente un po’ a confondersi con la luce soffusa che entra dai lampioni; mi guardano silenziosi … . Mamma ha gli occhi lucidi, colmi di quella gioia che trova in lacrime nascoste la sua rappresentazione; quella gioia a dirmi “.., ti voglio bene …” a saziare un bisogno inespresso nel momento dell’addio. Al suo fianco papà è pensieroso, sembra distratto, ma di sottecchi mi guarda lasciandomi cogliere al volo il suo pensiero: “ … che fai figlio, ti arrendi?... tanto poco vale il mio esempio?... “. L’atmosfera è densa, satura di un attesa conscia del tempo che scorre lentamente ed inesorabilmente senza una meta, senza puntare ad un attracco pur che sia.
Albeggia e come foschia mattutina si dissolvono, piano, piano e con loro la parete di fondo che si apre su di un quadro lontano …
Piove!. In riva al mare; il vento sfoga la sua irruenza sul viso e tenta, inutilmente, di sorpassare la barriera dei tanti orpelli a coprire; alita, mugghia, scompiglia i capelli stranieri al cappello a protezione; sfugge e ritorna imperterrito a ritentare: la sabbia, pur butterata dalle mille e mille gocce che cadono sembra compattata da un rullo compressore, la spiaggia si perde, quasi infinita, alla destra ed alla sinistra, il mare organizza ritornelli ripetuti eppure mai uguali e onda dietro onda assalta il brecciolino della battigia, smuovendo i sassi più piccoli e mordendo invano quelli più grossi; il cielo è grigio e pregno di nuvole in corsa così cariche d’acqua che il loro collasso affogherebbe tutto nel raggio di migliaia di miglia; una barca temeraria, forse una nave piccolo punto d’unione tra mare e cielo, sale e poi scompare alla vista attraversando lo sguardo; un gabbiano corre la sua alea mattutina in questua pescosa per i suoi piccoli nel nido o per il suo stomaco stanco di discarica e di puzza di umano. Ovattati i suoni si mescolano e fondono tra loro: la risacca violenta ed il ruggito del vento; lo stormire delle fronde nella macchia con il cigolio dei rami in tensione; il rik-rik-rik di un falco pellegrino allarma il gabbiano che perde quota e scende a pelo d’acqua a confondersi con il liquido grigio azzurro spumoso e candido all’avvicinarsi alla riva avvisando ogni cosa della sua presenza e della sua sfida continua al vento che incalza; lontano, filtrati dalla sinfonia mediterranea di profumi intensi e vivificanti di rosmarini mirti allori e capperi, dalla strada giunge lo sfrecciare delle auto in corsa sull’autostrada a parlare delle cose umane in divenire secondo dopo secondo e per il tempo a venire … eppure, pur ogni cosa in movimento, tutti i sensi allertati come in attesa di un evento imminente, tutto sembra immobile e statico nel attimo sublime della contemplazione per la contemplazione, dell’autocoscienza per il gusto, dell’ esserci per, finalmente, essere!.
6 novembre 2014!. Amo il mare ed amo questo paese che da tanta bellezza è circondato.
Amo la sua gente eroicamente vigliacca e pavidamente eroica; la sua disperazione e la sua fiducia in un domani diverso;
il suo arrabattarsi alla vita ed il suo superare ogni pantano o sabbia mobile posta ad interromperne il cammino;
il suo disquisire di massimi sistemi ed il suo inconsapevole arrendersi alle piccole cose; la sua fede in quel Dio in terra rappresentato da pochi santi e da molti farisei;
il suo illuminarsi ai falsi profeti di una vita migliore ed il suo disincanto fattivo ad ogni nuova ripetuta delusione!.
Italia, paradiso terrestre culla di ogni sapere, di ogni vizio, di ogni virtù, ritorna ad essere te stessa e vedrai che il tuo ennesimo rinascimento è già pronto alla scena mentre il nuovo casting è solo una questione di tempo …
E a TE compagno essere autore scenografo regista ed attore.
A te compagno riscattare la tua dignità ed il tuo valore; a te confermare a chi si crede padrone del vapore che non accenderà più la caldaia al prezzo delle tue spalle; a te sta di difendere la tua esistenza, la tua famiglia, l’avvenire dei tuoi figli; a te l’onere dello sforzo necessario; a te l’onore di una lotta dura e senza paura; a te il premio di una vittoria mai così lontana quanto, oggi, agognata e certa; a te dire al mondo che esiste solo perché tu esisti e, dunque …
a te il primo e prossimo passo!.