RENZI ? ... - di Francesco Briganti
Nelle domeniche di luglio ed agosto il bar della Tiziana è chiuso; una seconda scelta è troppo lontana per la mia congenita pigrizia e per recarvicisi a piedi e perciò stamattina sono uscito in auto.
Chi avesse mai letto una storia di Miss Marple o di Ercule Poirot potrà avere un'idea precisa dei luoghi quando dovessi affermare che l'intorno di casa mia somiglia alla campagna inglese o viceversa naturalmente. Le inter poderali si intrecciano, si incrociano e si lasciano di continuo passando tra distese di mais, boschetti cedui, casolari sparsi e grandi casali trasformati in multi familiari con resede annesse. Ampi prati ospitano cavalli al pascolo libero nel mentre che contadini affaccendati arano, dissodano, seminano con solerzia e passione.
Ciliegi a gruppi fanno compagnia con alberi di fichi e meli selvatici i cui frutti si fanno marmellata sotto le ruote di macchine di passaggio; qualche pesco qui e là mentre, ai bordi delle carreggiate, cespugli di more attendono che uccelli o viandanti si servano dei loro frutti. Ovunque il profumo, di primo mattino temperato e invitante, della campagna brinata ed una leggera foschia a salire dai rigagnoli sparsi a correre veloci verso il fiume più vicino. Dall'est un sole indeciso, in questo strano autunnale luglio, riverbera ogni cosa di una luce candidamente irreale.
Luoghi e strade in cui girarci a piedi è un perdersi dolce e fantasioso nei pensieri più liberi, ma io, stamane, ero in macchina, con la radio accesa e la mia musica preferita a farmi compagnia:
" ... The town clock in the market square
Stands waiting for the hour
When its hands they both turn backwards
And on meeting will devour
Both themselves and also any fool ... "
cantava l'altoparlante e di colpo mi sono ritrovato per i viottoli della mia Calabria, per quelle stradine intorno al circolo del tennis che percorrevamo incauti e giovani con le moto, le vespe e le lambrette qualche decennio fa sfuggendo a quei carabinieri che volevano insegnarci ad essere prudenti più che educati. Ero, di nuovo, insieme a quegli amici, Salvatore, Nicola, Edo, Umberto, Enzo, con i quali tante ne abbiamo fatte e altrettante subite. Ero perso a correre dietro ad un pallone in quello spiazzo alle spalle del tribunale ancora in costruzione dove le mie ginocchia hanno conosciuto più di un coccio di bottiglia e dove, cacciato di casa, ho dormito per una notte indeciso se scapparmene lontano o con il capo chino e coperto di cenere ritornare da quei despoti santi e grandi quali erano i miei genitori. Ho sentito di nuovo il profumo della gioventù, quello di Graziella, di Anna Maria, di Amalia, di Ornella, compagne nella crescita e nell'ingenua ed al tempo stesso maliziosa scoperta della vita.
Dal finestrino aperto una cascata di ricordi e di sensazioni è entrata violenta e affascinante con l'aria veloce a trasportami lontano nel tempo e nei luoghi nel mentre che il contachilometri si arrampicava in alto per farvi fronte e raggiungerli o lasciali indietro.
Poi i Procol Harum si sono arresi e la radio ha taciuto, il piede ha automaticamente alleggerito la pressione ed il panorama è tornato quello del mais e di qualche girasole a far capolino tra le spighe; la mia alfa come una macchina del tempo mi ha riportato al presente avendo fatto fronte degnamente a quei minuti o secondi di presenza tanto assente quanto spericolatamente lanciata e senza un controllo cosciente e, con una gioia malinconica me ne sono tornato lentamente verso casa.
Che oggi sia un giorno perfetto per tutti. Buona domenica!.
... un imbroglione!.
P.s. A quel qualcuno che si stesse chiedendo cosa centri Renzi, rispondo: "Nulla!"; ma mi diverte prendere un po' in giro la mia amica Patty.