... RESPIRANDO ... - di Francesco Briganti

25.07.2014 07:35

Tra una ventina di giorni festeggerò i miei primi sessantadue anni. Ne ho viste, sentite, fatte tante, molte, forse troppe. Di belle, di brutte, qualcuna da poterne fare vanto e qualcun altra da dimenticare in fretta. Non ho mai rubato né truffato nessuno, tanto per citar qualcosa, ed ho avuto un solo principio nella vita dal quale cercare di non derogare mai: potermi guardare nello specchio senza dover chiudere gli occhi di fronte a me stesso.
Eppure, secondo la morale cristiana, non avrei un posto assicurato nel paradiso dei credenti; non sono osservante, sono sempre polemico con l'autorità, non accetto per vero nulla senza prima aver verificato, non mi fido di nessuno e per me una fede è tale solo se, scelta, può essere in qualche modo razionalizzata. E' chiaro che se questo è il mio atteggiamento verso il trascendente, ancora più drastico sarà verso l'immanente. Ho vissuto e vivo preferendo correre il rischio di qualche rimorso piuttosto che avere la certezza di un solo rimpianto.
Credo nei fatti che accadono e non credo nelle giustificazioni agli stessi. Quando qualcosa è successa se ne devono analizzare le cause e gli effetti, star lì ad ascoltare le motivazioni per cui si è scelto di andare a destra piuttosto che a sinistra è pleonastico e non serve a nulla. Nessuna scelta, se razionale, è sbagliata, ma, al massimo, potranno sembrarci sbagliate le conseguenze. Ho cercato, quindi, sempre di non ripetere mai due volte la stessa scelta anche se seguendo il mio istinto non mi sono mai dovuto pentire. Quando mi sono accorto di aver fatto uno sbaglio o un torto a qualcuno ho sempre, sempre, chiesto scusa e cercato di riparare.
Se questa mia concezione possa chiamarsi "onestà intellettuale" non saprei dire, di certo è difficile possa esistere qualcuno capace di farmi abbassare lo sguardo. Presuntuosamente mi arrogo il diritto, secondo i miei soggettivi parametri, di parlare di disonestà quando mi sembra di averla incontrata.
Democrazia è una parola antica: deriva dal greco ed è la fusione di due altri termini: demos e kratos, governo e popolo, dunque racchiude in sé il succo di un sistema: il governo del popolo. Governo del popolo significa in italiano corrente che è il popolo a decidere. Nel nostro paese il popolo decide attraverso i mezzi che a sua disposizione mette la Costituzione e cioè con le elezioni. Governo del popolo è anche sinonimo di governo di molti ed è il contrario della OLIGARCHIA che, viceversa, significa governo di pochi: oligoi ed arché, pochi e potere; dunque potere nelle mani di poche persone. Democrazia, infine, significa anche tutela delle minoranze.
Un "parvenu"; un usurpatore; un fascista demagogo e parolaio; un facente funzioni sulla base di un trentesimo dell'elettorato, spacciando per volere popolare un quorum fasullo raggiunto in elezioni di cui al cinquanta per cento del popolo non fregava nulla, dopo aver silurato il suo predecessore con trame da corte dei Borgia, governa questo paese senza averne titolo elettivo e senza alcuna dignità costituzionale. Arrogarsi il diritto di legiferare, di cambiare addirittura la Costituzione supportato da un parlamento di fatto incostituzionale anch'esso per sentenza di una corte suprema non fa che esacerbare e precipitare verso abissi inimmaginabili il problema.
Questo signore ha, ciò nonostante, ieri affermato che "... non tollererà la dittatura della minoranza ... "; egli, cioè, non permetterà che chi non è d'accordo con lui, sfruttando i mezzi che la Costituzione mette a sua disposizione tenti di ostacolarne il cammino. Questo GOLPISTA nei fatti considera già come sorda e grigia quell'aula che dovrebbe essere la CULLA DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA.
Questo signore, i suoi sodali, i suoi supporter più vicini, il suo milione novecentomila di colleghi di partito, con quel suo venti per cento effettivo in elezioni disattese dalla metà del paese ha già trasformato la nostra DEMOCRAZIA in una OLIGARCHIA tra quelle della peggior specie.
Questo signore che ha poco più della metà dei miei anni cinguetta da una etere all'altro, da uno scranno all'altro, da un alleato all'altro parlando del bene del paese in pieno contrato con quello che l'altro ottanta per cento degli aventi diritto al voto pensa e vorrebbe. Questo signore sarà il "MASTRO TITTA" DELLA NOSTRA COSTITUZIONE.
Io sono un nessuno che ogni mattina riflettendosi nello specchio riesce a non chiudere gli occhi:

" e tu, Matteo, tu CI RIESCI?!.