REWIND … - di Francesco Briganti

10.12.2013 07:41

Questo è uno strano paese!; e, checché ne dicano alcuni tra i miei amici face book più cari, perciò questo non è il mio paese. Io, così come chi nega l’esistenza di Dio in nome di un dio migliore e perfetto, anche io rinnego questo paese in funzione di un ricordo, forse di una speranza, comunque di un futuro che sia differente e migliore del presente.
Per giorni ho cercato di argomentare il perché di una riflessione; ho cercato di spiegare per quali motivi, tra opportunistici, prettamente egoistici e assolutamente pratici, fosse di convenienza e di utilità per la sinistra intera andare a votare alle primarie del Pd ed a farlo per Civati. Sia detto ancora una volta e per l’ultima: non sono un elettore di quel partito di cui non me ne frega nulla e del quale, da tempo oramai, non sono simpatizzante e dal quale sono lontano ed a sinistra. Ho cercato di spiegare, quindi, che andare in massa, ben oltre le aspettative dei democratici, per votare il candidato più a sinistra dei tre, avrebbe dato due ottimi risultati : a) spingerne a sinistra la deriva centrista; b) trasformare una spesa di due euro in una sorta di “ IO ESISTO” che avrebbe potuto e forse dovuto spingere i vari gruppi dell’unopercento a decidersi finalmente ad unirsi ed a marciare compatti. In un logica che guardasse al futuro, senza egoismi e attenzioni a particolarismi e differenze illogiche e non sostanziali al giorno d’oggi, questa scelta avrebbe avuto il valore di uno sfizio tolto, di una fregatura resa ai “coloro” della politica dell’inciucio ed avrebbe reso più difficile il cammino di un governo insulso e nocivo. In funzione di questa mia riflessione io sono andato a votare e non me ne sono pentito; il 14% preso da Civati, per quanto poco possa essere, è servito, se non altro, a calmierare la vittoria di Renzi sul cui “fare politico”, da ieri in poi, adesso pesano e varranno i FATTI e non più le LEOPOLDE e, dunque, si vedrà quanto quel partito scassato in sé e covo di serpenti velenosi gli permetterà di fare; riuscisse in quel che dice, dovremmo esserne contenti e non dispiaciuti.
La mia riflessione, tale era e tale resta, e non la mia verità, io non ne ho, ha generato molte adesioni e molti commenti; alcuni discordi ma garbati, altri assolutamente offensivi, altri del tutto inutili come “coglione”, “bravo fesso così ci prendono per il c… di nuovo” e cose così, tutte queste di una banalità estrema e di un qualunquismo senza paragone. Intanto perché le opinioni altrui si rispettano per principio e quanto più se ne è lontani tanto più con quelle ci si confronta e ci si spiega e si tenta, comunque, di capirne i motivi, quindi si rifiutano o si accettano; poi perché rinunciare a priori ad una riflessione diversa dalla propria denuncia un integralismo ed un fanatismo che rappresentano e sono l’alba di un mostro nascente, quel pensiero unico che massifica i cervelli, li instupidisce e li mette in balia delle peggiori dittature. Sarà un caso, ma i peggiori commenti sono venuti dalla solita parte neofita o da persone che, lette due righe, avevano creduto di aver capito tutto: a loro vorrei dire che esercitare il pensiero non dovrebbe portare a commentare con un insulto o con un “bla bla bla …”, ma viceversa dovrebbe spingere a dire la propria, come poi con alcuni è successo, argomentando le proprie ragioni e non importa il come, quindi il saperlo fare o il credere di non esserne capaci, perché, comunque facendolo, è la sostanza di ciò che si dice quella che diventa importante.
Anche questa è una riflessione; lo è rivolta ai nostri comportamenti spesso molto più istintivi che ragionati e spesso tanto più inutili quando seguenti un fatto e non aprioristici rispetto allo stesso e dunque, per questo, inutili. La realtà di oggi ci conferma la stragrande annunciata vittoria dell’ennesimo nuovo che avanza in un oceano di stranezze italiane e partitiche espresse lì dove covano già i sintomi delle vendette politiche, degli sgambetti procedurali e delle penalizzazioni figlie di una sconfitta del sempiterno vecchiume che non schioda nemmeno se bombardato ad personam.
Dunque tutto cambia, ma per il momento nulla è diverso. Piaccia o no; se farsi prendere per il culo vuol dire partecipare e non vuol dire, viceversa, lasciare che gli altri decidano anche per noi, allora hanno ragione coloro che offendono e blablableggiano, ma se non è cosi, allora … .