Riapriamo le case chiuse – di Gino Gatto
Finalmente nei palazzi si accorgono che esiste un mercato (nero) della prostituzione, le argomentazioni non sono le principali e nemmeno le socialmente vere, però è da dire che un passo avanti è stato fatto. Il senatore Razzi ha presentato un ddl per regolamentare questo mercato, abolendo la legge del 20 febbraio 1958 n. 75 che prese il nome del suo relatore, la prima donna senatore della Repubblica Angelina Merlin detta Lina (socialista) che mise i sigilli ai cosiddetti “casino di compagnia”, “casa d'appuntamento”; fino ad allora regolamentate da una legge di regime che obbligava i controlli sanitari e autorizzava l'esercizio del mestiere più vecchio del mondo in luoghi al riparo da occhi indiscreti.
Le argomentazioni del sen. Razzi adducendo ai problemi di traffico sulle arterie urbane o vicine ai centri abitati, pone un limite, certo veritiero e rispettabile, ma se si fosse spinto un tantino oltre forse avrebbe focalizzato e messo in risalto che la regolamentazione di tale risorsa porterebbe ad ulteriori entrate nelle casse dello Stato, ulteriori risorse nelle casse della Previdenza, minori spese sanitarie per cure che si eviterebbero facendo seri e cadenzati controlli sanitari e attuando un piano di comunicazione e prevenzione; senza voler poi mettere il naso nel togliere alle cosche del malaffare i proventi che da questa attività ne derivano, con conseguente taglio all'evasione fiscale e lotta alle mafie.
I puritani sicuramente grideranno all'anatema, ma se è vero che è il mestiere più vecchio del mondo, tale è e tale rimane; non si è riusciti a debellarlo nel corso dei millenni, anzi si è incrementato il sapore del proibito. Sempre a costoro che si ritengono puritani, desidero fare una domanda; vi siete mai chiesto il risolto sociale e a volte anche terapeutico delle “lucciole”? - Se ci sono persone che aderiscono a questo tipo di offerte, ne riceveranno un vantaggio anche psicologico, sono in grado di soddisfare dei bisogni fisiologici che, magari, non avrebbero l'opportunità di veder soddisfatti, oppure no! - Se ci sono persone che (volontariamente) decidono di espletare questo tipo di professione, perchè non regolamentarla? - Perché non inserirla nelle attività lavorative normali, con regole amministrativo-fiscali-sanitarie-previdenziali-pensionistiche? - Perché non limitare i danni dell'evasione, che tenuto conto della mancanza di regole evasione non è? - Perché favorire l'arricchimento del malaffare, che pur di non perdere proventi usa violenza rendendo degli esseri umani schiavi?
Il propagarsi di patologie veneree viene favorito dalla clandestinità, dalla mancata prevenzione.
Evitare certi spettacoli, di lavoratrici del marciapiede in abiti succinti per esporre la mercanzia, penso sia indice di società civile.
Chi non ha mai usufruito dei servigi di costoro continuerà a non usufruirne, ne sono più che certo.
Si potrebbe anche ampliare a chi è dedito a prostituirsi come gigolò!