… se non fosse che … - di Francesco Briganti

21.11.2013 17:25

Chiunque avesse seguito la trasmissione “ LA GABBIA” ieri sera su La7 avrebbe ascoltato estasiato i discorsi da “Masaniello” che il buon Matteo Renzi, emulo berlusconiano di ciò che resta del centro sinistra centro, ha fatto per buona parte della trasmissione. La convivialità ben orchestrata e miscelata con qualche parte di amor di patria, con qualche percentuale di ottimo operaismo e di quella difesa della gleba che non guasta mai e che tocca il cuore ed il sentimento degli astanti ha dato origine ad un cocktail perfetto per gusto sapore e sonorità indotte. Un intervento da applausi; un intervento da perfetto tribuno del popolo; un intervento da bolscevico esponente della rivoluzione d’ottobre, traslato di quasi un secolo e di non so quanti meridiani, ma finalizzato allo stesso modo alla presa di un palazzo di inverno sito nell’urbe romana anziché nella Mosca della santa madre Russia.
Il cuore dei compagni di ogni dove si è, a quel sentire, ovunque riscaldato ed infiammato; l’istinto di tirar fuori dai cassetti e dagli armadi per andare al balcone, alle finestre o a correre lungo le strade, quella bandiera sventolandola di nuovo a spiccare rossa con la falce ed il martello sul nero della sera cantando ed inneggiando al redivivo CHE è stato intenso e quasi orgasmico raggiungendo picchi di piacere celestiale per l’infinito tempo di due, tre, forse cinque secondi per poi precipitare a picco nella certezza dell’ennesima presa in giro da parte di un tizio il quale quand’anche fosse in buona fede, ciascuno decida per sé, e convinto seriamente di ciò che dice dimostra di non essere per nulla aderente a quella che è la realtà cui va incontro e dalla quale è circondato: dunque, un altro esaltato pericoloso ed inutile.
Tra i sostenitori dell’ultima ora si ritrova, quasi per intero, la vecchia nomenclatura del partito democratico la quale, non avesse altre colpe, ha di certo quella di aver svenduto alle migliori offerte l’anima del vecchio PCI; la quale ha ceduto alle lusinghe della finanza, del bel vivere, dei palazzi e della mondanità politica più sfrenata inseguendo un satrapo e satiro su di ogni sentiero dell’abominio possibile.
Alla sua nomina a segretario, qualora gli riuscisse di diventarlo, ha già dichiarato guerra aperta colui che ha già affossato, con la proprie manovre, l’elezione a presidente della repubblica di quel Prodi che di certo non avrebbe trasformato una repubblica in un regno; le sue dichiarazioni programmatiche secondo cui dal nove dicembre in poi cambia l’agenda politica di un governo, questo governo attualmente in carica, volente lo stesso o nolente, sa di ed è una spacconata da Gargantua potendosi provare in ogni istante che questo governo non ha sin qui fatto nulla di nulla se non chiacchiere e non si vede proprio come potrà, solo per la presenza di Renzi, virare lungo una rotta opposta all’improvviso. Cosa crede Renzi che gli ottimi ministri sia adesso tenuti sotto una costrizione fiica e morale dalla quale verranno salvati con la sua elezione?; su quale certezza basa le proprie convinzioni Renzi se non in quella di far cadere quel governo per sostituirlo con un altro?; e quand’anche riucisse a far sfiduciare, quali sarebbero gli attori a comporlo secondo le sue direttive e quali sarebbero gli attori che in un rigurgito di onestà intellettuale ne permetterebbero la nascita dandogli la fiducia e vieppiù consentendogli di rimanere in vita per il decennio, minimo necessario, per operare i miracoli di cui lui a priori mena un futuro vanto?. E dunque ci risiamo!. In un paese che ha bisogno di operai della politica; in una terra a cui occorre tappare le falle dell’immediato di modo che partendo dall’indispensabile si possa poi conquistare di nuovo ed in crescendo il necessario, il normale e forse, alla fine, anche il superfluo si promette il TUTTO SUBITO dandosi addirittura un limite di tempo prefissato: SEI MESI.
Mentre ascoltavo ho avuto un’allucinazione: HO VISTO GESU’ scendere dalla croce, spalle chine e faccia al suolo allontanarsi dalla stessa scuotendo sconsolato la testa; non posso giurarlo e non vorrei essere blasfemo, ma mi è sembrato fanculasse alla credulità del mondo come l’ultimo dei turchi.
Non so Voi, ma IO, l’otto di dicembre se dovessi decidermi ad andare, VOTERO’ PER CIVATI, è l'ultimo della sinistra e se non altro non cerca di comprarmi con le cazzate.