… si, ma … - di Francesco Briganti
Una delle critiche più feroci che personalmente ho sempre fatto al movimento cinque stelle è stata quella di non voler partecipare al democratico consesso espresso dal parlamento; o, per meglio specificare, di non voler mischiarsi al cosiddetto vecchio a causa di una, forse a ragion veduta, sfiducia estrema nelle forze esistenti: il tutto nascendo dal presupposto, impossibile ed ingiusto, di essere gli unici onesti, gli unici, disinteressati, gli unici ad avere “la verità” in tasca. Per questa ragione i voti ottenuti dal movimento sono riusciti soltanto a “consentire una ragionata giustificazione dell’inciucio”. Quand’anche fosse stato vero che era già tutto preordinato e prestabilito per volontà del re e per disposizione “intrallazzista”, offrire all’obbrobrio che poi si è realizzato una sponda di ragionevolezza non fu solo sbagliato, ma dimostrò chiaramente come il M5S avesse una scarsa visione politica dell’insieme, una cecità sociale ed una inaffidabilità propria degli improvvisati e dei ciarlatani. Sia detto questo senza offesa alcuna e solo dopo aver riconosciuto, ammesso ed apprezzato le qualità superiori di molti tra gli eletti penta stellati. Sarei un ardente sostenitore e militante del movimento se, da quelle caratteristiche, non derivassero poi il pensiero unico che fa capo al duopolio al comando, se non ci fosse una innaturale promiscuità tra posizione della estrema destra e della sinistra; se non si volesse a tutti i costi avere una maggioranza inattaccabile per tentare di risolvere i guai di questo paese: condizioni queste che sono i prodromi legalizzati per una dittatura imperante, chiunque ne sia il protagonista e da qualsiasi parte vengano professate e realizzate. Alla luce di queste ultime affermazioni non si capisce l’avversità che il movimento ha per Renzi e per il suo lato B Berlusconi.
Ciò detto veniamo ad una affermazione che Alfonso Leonetti, uno dei padri del partito comunista italiano, fece nel suo scritto”Gli atti di nascita del Pci: ” ... Durante mezzo secolo di lotte e di grandi sconvolgimenti, parecchie generazioni di rivoluzionari si sono succedute e tutte hanno dovuto agire in condizioni nuove e diverse …“. E’ lapalissiano che le condizioni, storiche, geografiche, politiche e sociali esistenti al tempo in cui il comunismo russo ebbe il sopravvento furono particolari e specifiche e che quel tipo di conquista e quel tipo di metodo non dovesse e non potesse essere generalizzato o considerato valido per tutti e per tutte le epoche e le condizioni sociali, politiche e geografiche ed è altrettanto vero che ciascuna forma di cambiamento necessita di una sua via al obbiettivo finale. Dunque nelle parole di Leonetti ci sono tutte le ragioni per questi distinguo e quindi per vederci una razionalità ad posteros che giustifichi e convalidi ogni comportamento. Quello che però si evince e proprio dallo scritto “gli atti di nascita del PCI” da cui è tratta la frase su riportata è che l’unione fa la forza (creazione del partito unico comunista italiano) e per quanto la storia dello stesso Leonetti parli di separazioni, divisioni e contrasti tra trotskysti, stalinisti e leninisti i suoi tentativi di riappacificarsi con gli uni e gli altri, i riavvicinamenti al partito ed i reingressi nello stesso ne sono la dimostrazione più lampante. Dunque, il succo del discorso è : nella unione delle pluralità dei pensieri figli di un’unica idea madre si racchiude la forza necessaria al cambiamento”.
Questo se vale e viene detto ed affermato per il movimento penta stellato, vale mille volte di più per “le sinistre” le quali hanno a differenza del movimento neonato una retrovia storica cui fare riferimento ed un passato politico pregno di successi, di vittorie e di conquiste quale è quello del PARTITO COMUNISTA ITALIANO che da solo e dall’opposizione ottenne molto più di quanto qualsiasi governo di questa sinistra PD riuscirà mai ad ottenere governasse pure per una era geologica.
Dunque la situazione politica odierna: la prevaricazione elettorale del duo omosex, legittimo per carità, Renzi-Nanodiarcore; le sconfitte annunciate delle sinistre vere se non capaci di aggregarsi in una unica entità e la loro inutilità fattiva identica a quella odierna del M5S. INUTILI perché NON PRESENTI; INUTILI, perché NON CONSIDERATE; INUTILI, perché FINI A SE’ STESSE; INUTILI perché NON UTILI AL CAMBIAMENTO; INUTILI, perché alla fine dei conti INDIFFERENTI AI BISOGNI DELLE PERSONE.
Già rassegnato alle rimostranze ed alle offese degli uni e degli altri vorrei aggiungere una ultima cosa affermata da un grande secoli fa: “ il fine giustifica i mezzi”; e se questo non sempre è lecito ed è valido, in politica diventa essenziale e sostanziale per almeno tentare di raggiungere un obiettivo sacrosanto: QUELLO di ESSERE UTILI AD UN POPOLO OPPRESSO!: politicamente, economicamente e socialmente agendo.