... state sereni .... - di Francesco Briganti

13.08.2014 08:53

In Messico, dice la leggenda, nelle ore della siesta è addirittura proibito disturbare chi, della siesta, ne facesse una filosofia di vita. In India le mucche sono sacre ed è un sacrilegio ucciderle per farne cibo e sostentamento. In Italia, ergersi per come si può, si sa e si riesce a censori delle fanfaluche governative, dall'entrata del maggioritario in poi, rende subito la nomea di conservatori, di anti progressisti, di servi del vecchio regime (quale?; ndr) ed una schiera scolastica di pedissequi adoratori del dio al momento sull'altare, per ora tosco, innalza cori di improperi, di esaltazioni, di irrazzionali contro verità.
Un triunvirato tra i più nefasti, anti democratici e border line che questo paese nella sua storia abbia mai concepito, vede un non eletto fare combutta con un condannato in via definitiva ed un re repubblicano sacrificatosi sull'altare del bene del paese e del discapito dei paesani.
Un tizio a propria insaputa, ma va?, corruttore di minorenni ed un bamboccione dantesco logorroico ed inconcludente hanno stretto un patto sconosciuto agli italiani ed in nome di quello dicono di procedere, benedetti dall'alto colle, sulla strada impervia delle riforme anche costituzionali. Nessuno dei tre, ognuno con alle spalle oggettivi problemi di legittimità istituzionale, rende spiegazione al mondo della propria ragion d'essere ciascuno portando a propria legittimazione chi un pugno di voti insufficiente a rendergli una valenza politica per altro ottenuti in una consultazione svoltasi nel pieno disinteresse della metà degli aventi diritto; chi l'impossibilità di trovare un altro corrotto corruttore dal fascino tale da riuscire a prenderne il posto e chi, infine, forte di una vetusta carriera da opportunista e polimorfo cerchiobottista.
Tutte qualità senza dubbio importanti nel campo della politica dozzinale, affaristica e senza scrupoli, ma decisamente inutili nel campo opposto del servizio al paese, dell'onestà intellettuale e della politica per l'etica ed il senso dello stato; prova ne è che l' " italicum " legge elettorale prima definita necessaria ed imprescindibile, adesso viene considerata l'agnello da potersi sacrificare sull'altro assurdo altare della riforma del senato.
I tre del coro riformista costituiscono le voci soliste bianca, infima e roca al funerale annunciato della democrazia italiana.
Scegliendo Voi il dove, il quale ed il quando, consentitemi di rappresentarvi una storia di ordinaria quotidianità:
In un paese disastrato da un alluvione, lo sconforto è generale e totale. Le persone vagano per le strade sconsolate ed afflitte: chi piange e si dispera, chi rovista tra le macerie, chi cerca di salvare quel che può nella distruzione generale e sistematica appena avvenuta e avveniente date le condizioni.
Uno dei paesani, mettiamo fosse Sempronio, tra i più disperati decide di rivolgersi al primo cittadino e con le lacrime agli occhi gli racconta la propria sventura. Col fare messianico del risolutore, questi chiama il proprio segretario privato e gli fa:
" Segretario, scrivi, ricostruire la casa di Sempronio, questa, è una cosa da fare subito ... ". Il segretario diligentemente scrive.
Sempronio esce dal luogo istituzionale e corre tra i suoi concittadini a raccontare la lieta novella al che, uno per volta, ognuno di questi ultimi si reca dal primo cittadino e ciascuno vede le proprie istanze iscritte diligentemente sul registro delle cose da fare immediatamente secondo gli ordini del presidente e dalla mano pedissequa del segretario.
Buon ultimo Caio, che era stato vittima di un crollo, appena ripescato da sotto le macerie apprende che la sua virilità è stata compromessa dal peso della trave che gli gravava sopra. Avuta notizia della disponibilità del primo cittadino decide, come ultima spes di rivolgervisi e dunque:
" Presidente, mio presidente, potrai fare qualcosa anche per me?"
Il presidente resta un attimo assorto e poi, come un Cristo sceso dalla croce, chiama il segretario e fa: " Segretario, scrivi, un cazzo per Caio ..."
Il segretario, tra l'allibito e l'incredulo chiede: " ... ma signor presidente, adesso che facciamo?!, forniamo anche un cazzo ...?;
" Segreta' ..., ma perché agli altri che diamo ........?!.

Buon proseguimento mondo!.