Tanto va la gatta al lardo … - di Francesco Briganti

23.01.2014 19:26

Occorre riflettere sulle cose e sugli avvenimenti; è necessario guardare al significato delle parole; bisogna che ciascuno di noi abbia ben chiaro cosa vuol dire cosa e cosa vuol fare chi.
Partiamo da un cenno storico e diciamo, senza nessun problema, che al tempo del proporzionale i governi duravano poco soggetti come erano alla luna dei singoli partiti che li sostenevano. Diciamo anche, però, che così come cadevano i governi rinascevano su altre finalità, altri programmi più o meno estesi, altre alleanze; diciamo, infine, che mentre è vero che la loro durata media era molto breve lo è altrettanto il fatto che, ciò nonostante, governavano e raggiungevano risultati: che fossero buoni o cattivi ad ognuno la propria personale valutazione.
Nel parlamento Italiano, a quei tempi, c’era un numero di partiti considerevole; qualcuno dirà troppi; può anche darsi, ma di certo non si potrà mai dire che ci fosse qualche interesse minoritario che non vi fosse rappresentato: dalle minoranze linguistiche ai fascisti redivivi ed ai monarchici proseguendo sino alla sinistra più estrema, tutti si sentivano rappresentati, tutti potevano legittimamente ritenere di essere l’ per ostentare un controllo, una opposizione, un appoggio.
In quei tempi gli eletti erano per la maggior parte espressione del territorio di appartenenza ed in qualche modo rispondevano del loro operato direttamente ai loro concittadini che usano frequentare nelle pause di lavoro. Ricordo perfettamente gli incontri con i vari esponenti che periodicamente si facevano nelle sedi di ogni partito.
Le degenerazioni dei soliti noti malfattori; veri ed ideologici, colpevoli: di protagonismo e della conseguente caducità dei governi, di voto di scambio, di mercimonio della politica, di intrallazzo economico patologico, il tutto al punto di aver reso la situazione quasi fisiologica, portarono prima alle soglie di sbarramento, poi a mani pulite, quindi ad una premierato di fatto e poi alla progressiva esclusione, quando non auto esclusione per stupidità e settarismo conseguente, dei piccolissimi e dei piccoli partiti. La conseguenza principale fu che molti non sentendosi in alcun modo rappresentati smisero di recarsi alle urne nel mentre che le grosse concentrazioni politiche perdevano, un po’ alla volta, la loro specificità finendo con l’assomigliarsi tutte. L’oggi, nella stessa ricerca di un sistema nuovo, ci dice che il tutto è sato un fallimento.
Nell’oggi siamo nella condizione in cui, pur trovandoci in una situazione di bipartitismo di fatto, le scissioni ed i cambi di bandiera continuano ad essere frequenti, l’instabilità di governo è sempre più sub judice di questi o di quegli, l’astensionismo è ai livelli più alti nella storia, e si dà la colpa, ancora e maliziosamente, alla presenza di questi scissionisti o ai vari Scilipoti e Razzi. Per questo, senza al momento intaccare le liste bloccate e quindi defraudando gli elettori di una libera scelta, nella nuova legge elettorale si legifera uno sbarramento al 5% cento se dentro una coalizione ed all’8% se difensori di una identità ben definita: si punta cioè a che nessuno sia in grado di disturbare il vincente le elezioni. Questo, anche è però, significa che per 5 anni almeno chi governerà avrà nelle sue mani ogni leva di potere, senza nessuna opposizione possibile, ma sopra ogni altra cosa, significa che questo potere sarà concentrato nelle mani di colui che dovesse essere designato quale presidente del consiglio e della propria maggioranza, la quale, dati i listini bloccati, potrebbe essere tale da giurare sulla “egizianità” di una sgualdrina possibile, quando non peggio, fregandosene delle esigenze dei cittadini. E’ già accaduto e non vedo segnali al che non si ripeta.
La storia ci ha mostrato, senza insegnarci nulla a quanto pare, come sia pericoloso sottostare ad un solo partito dominante, quanto sia ancor peggio la degenerazione di una politica siffatta, quante sofferenze e disgrazie questa degenerazione porti.
Ed allora, ma di cosa cavolo stiamo parlando?; Perché, invece di trovare il sistema che renda una pluralità convogliata attorno ad un programma, capace di governare secondo il suddetto programma, cerchiamo di creare le condizioni per un partito forte, un uomo forte ed il loro dominio?. Possibile mai che nessuno pensi se il bicchiere, così riempito, anziché essere mezzo pieno, potrebbe risultare del tutto, alla fine, vuoto?. Qual è quel gene malefico che ci fa aspettare di essere sempre nella peggiore delle condizioni possibili prima di rinsavire?.
Ecco, mi piacerebbe che qualcuno mi desse una risposta seria, ponderata, esaustiva e sopra tutto motivata e non si limitasse a suggerire cure che saranno, lo dice la storia, peggiori del male.
Io ve lo dico ora, per non dovervelo ripetere dopo. Dopo sarebbe inutile e costerebbe ulteriori lacrime ed ulteriore sangue. Ma tant’è e, dunque, così sia se … così dev’essere!.