… the dark side of the moon … - di Francesco Briganti
Ultimamente Mi è capitato di scrivere, parlando di Matteo Renzi, indicandolo come il “bamboccione fantoccino”. Ho pensato, in questo modo, di irriderlo, di sminuirne la figura, di renderlo ridicolo agli occhi di chi, seguendolo, non si rendeva conto della sua insipienza e della sua manifesta capacità.
Mi sbagliavo!.
Matteo Renzi non è insipiente e non è un incapace; il nostro presidente del consiglio è persona che sa il fatto suo, che sa quali obiettivi raggiungere, che sa come raggiungerli, che tirerà diritto sino a quando non li avrà raggiunti.
Io, lo ammiro!.
Lo confesso candidamente, senza giri di parole e con la più cristallina delle sincerità. Il nostro sta riuscendo in quello che solo ad un altro nella storia mondiale è riuscito: quel Mikail Gorbaciov a seguire il quale c’è stato il crollo dell’imperialismo sovietico, l’imputtanamento della santa madre Russia, il trionfo del capitalismo criminale nelle repubbliche ex comuniste, il via libera alla riuscita di una Europa della finanza padrona di una economia strozzina ed affamatrice.
Gorbaciov, che era un grande, aveva in un sogno quella perestroika che gli avrebbe permesso di riportare la democrazia lì dove, e sin dai tempi degli zar, non c’era mai stata; aveva un ideale di modernità ed era convinto nella bontà intrinseca degli uomini; in un concetto, malamente espresso, Mikail aveva fiducia nel genere umano!.
Sbagliato!.
Il genere umano, mai costruito all’impronta di un Dio, ci fosse!, benevolo ed attento alle cose terrene, ha origini animali ed in quanto tale conosce d’istinto due sole leggi: quella del caos e quella del più forte nel caos. Dunque, quando ci sono stati i primi spiragli di democrazia in questi si è infiltrata, diventando dirompente, questa natura e da questo la tracimazione pessima verso il mondo moderno.
Matteo Renzi, al contrario del buon Mikail, ha puntato proprio su questa natura e su quelle due leggi. Ha sfruttato il caos generato da altri e per lunghissimo tempo, si è infiltrato con cinismo e sagacia nelle crepe del sistema ed ora sta tracimando verso quegli scopi concordati, e solo lui e quel Dio disattento sanno con chi, sin dall’inizio della propria comparsa.
La stupidità di un mondo idealista ed onesto sino all’inverosimile, gli sta facilitando il compito; chiunque avesse un minimo di intelligenza politica capirebbe che chi invece di perdersi in una fittizia ed inutile obbedienza di partito lavorasse per una convergenza, senza cavillose distinzioni, di tutte le anime della sinistra non potrebbe non avere successo; ma ed ancora oggi essere i puri più puri della sinistra annovera nel suo esprimersi centinaia se non migliaia di distinguo che non riescono a mettersi d’accordo e non sono capaci di catalizzare attorno a sé quella forza necessaria a contenere se non ad abbattere il fascismo, sì il fascismo strisciante che sta distruggendo un popolo riducendolo alla fame, sta minando la democrazia reale, sta lentamente, ma inesorabilmente, rodendo le basi della libertà individuale e di quella comune.
Invito tutti ed ognuno alla riflessione sul fatto che gli ottanta euro elargiti per comprare consensi alle ultime elezioni li stanno risarcendo tutti gli italiani pagando dalle loro tasche, dalle loro sempre più esigue riserve, con i loro sacrifici e con l’assassinio del futuro dei loro figli.
Invito tutti a rifletter sul fatto che trovarsi in busta paga il tfr non farà altro che incrementare, per poco giacché i soldi finiscono e non figliano, il loro spendere sconsiderato lasciandoli in braghe di tela una volta esauriti. Aggiungo che le imprese costrette a tale elargizione, stante l’attuale situazione del credito, saranno protagoniste a migliaia del coro di de profundis che si innalzerà lamentoso in “questopaese”.
Dunque la legge del caos e quella del più forte.
Il nostro cinico Matteo sa bene che il caos è già sistema vigente; un caos parametrato, incanalato in direzioni ben specifiche, con punte di genio folle da far invidia al grande Leonardo; ma sa altrettanto bene che non sarà lui sfruttare la seconda legge in quanto egli non è più forte o padrone di quanto il potere raggiunto, concessogli e non conquistato, sembrerebbe assegnargli.
Perciò il primattore Matteo, quando sarà venuto il tempo, vedrà calare su di sé lo stesso sipario che lui ha chiuso a chi, altrettanto furbo passeggero, è venuto prima di lui e noi tutti e solo sino a quando il caos non sarà più governabile, di volta in volta vedremo assurgere al soglio del dio potere la figura che ci sembrerà quella definitiva in un gioco di ruolo in cui le caselle riempite non ripassano mai dal via.
IO non so se “questopaese”, questa nazione, questo popolo sono ancora in tempo a salvarsi o se il gioco è già andato troppo oltre, quello che vedo è che quel popolo, quella nazione, quel Paese si stanno rendendo protagonisti di una eutanasia suicida senza ritorno e senza nessuna attenzione alle voci di quegli oracoli, Papa Francesco è uno di questi, che invano gridano …
... al lupo!.