… THE LIFE … - di Francesco Briganti
Brutta cosa la convinzione. E’ davvero difficile riuscire a rendersi conto di quanto poco basti a farla crollare e quanto poca, invece, ne sia sufficiente per passare da uno stato di grazia ad uno di disgrazia; quest’ultima intesa come essenza opposta o, comunque, di disperazione, di inutilità, di nefandezza o di vegetale indifferenza, passiva e/o attiva che sia.
L’intorno di ciascuno di noi, per grande o piccolo sia l’orizzonte cui si fa riferimento, non è altro che un susseguirsi di particolari e di attimi i quali, non sempre sono logicamente legati gli uni agli altri, ma che, tutti e ciascuno, sono causa ed effetto rispettivamente di qualcosa d’altro già accaduto o da accadere. La massima della chimica-fisica per cui nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma trova nel quotidiano complessivo ed in quello di ognuno la sua più certa verifica e dimostrazione scientifica; se, poi, ad essa assommiamo la teoria del caos in funzione della quale una farfalla che voli in Cina può essere causa di una tempesta in Amazzonia, allora tutto diventa chiaro per colui che voglia guardare oltre che vedere e dalla convinzione si può, forse si dovrebbe, passare alla consapevolezza.
Nell’attraversare una strada ciascuno di noi, automaticamente, ha sotto gli occhi, vede, ciò che gli accade intorno, ma solo chi guarderà a destra ed a sinistra non correrà mai il rischio di essere investito da un auto in transito; dunque, rendersi protagonisti, attimo per attimo, particolare per particolare, è la condizione essenziale per non lasciarsi travolgere dallo svolgersi del tempo e dei casi, riuscendo allo stesso tempo ad essere padroni del passato, gestori del presente e fruitori costruenti del futuro.
In quest’ottica dovrebbero muoversi tutti coloro che intendono agire anziché subire; e se questa fosse l’attenzione che ciascuno di noi mettesse in ciò che fa, la vita, per ognuno sarebbe decisamente differente e migliore. Dando questo fatto come un assioma imprescindibile, diventa oltremodo evidente che quante più responsabilità si assumessero tanto più occorrerebbe che si “guardasse” all’intorno; di conseguenza, ed a maggior ragione in politica, l’essere accorti, previgenti ed in grado di valutare ogni particolare istante per istante si rivela l’unica condizione per una riuscita che non abbia titubanze, remore di tranelli possibili e, comunque, non sia soggetta a variazioni dell’ultima ora.
Se tutto questo ha un suo fondamento allora è impossibile comprendere quali siano i perché dei vari Renzi, Grillo e compagnia di giro al completo; sono imperscrutabili le loro finalità vere, gli obiettivi effettivi, il futuro che si rappresentano. Ma sopra ogni cosa non è concepibile che il quotidiano italiano, identificato in un popolo, persona per persona, considerato, non prenda quelle iniziative necessarie al cambiamento di uno statu quo che nell’inseguirsi perpetua sé stesso dando del proprio divenire una versione ogni volta peggiore nel mentre che diventa sempre più micidiale, carnefice e vittima, l’attesa ad ogni istante che passa.
Se tutto questo ha un suo fondamento!.
Evidentemente, però, non deve essere così visto che sessanta milioni di pecore, ciascuna capacissima di farsi lupo per ognuna delle altre, non riescono mai ed in nessun modo a trasformarsi in un branco di sessanta milioni di lupi ed è per questo che transumando transumando se ne muoiono di fame e di ignavia aspettando la manna dal cielo.
Oppure, in tutti ed ognuno, c’è la malafede … .
La vita … a modo mio?: diversa, molto diversa!.