Una questione razziale ... - di Francesco Briganti
Io non so più in che mondo viviamo. Leggo su repubblica altri tagli alla sanità per 2,65 miliardi di euro; la solita promessa di una deroga al patto di stabilità; l’impegno dei militari a costituire un cordone, salvifico?, ad impedire?, gli spariamo?, anti-pro? Migranti nel Mediterraneo ed infine leggo ancora che Balotelli tiene a precisare che Lui non si sente un simbolo anti camorra, ma è a Napoli solo per giocare. Come prima cosa ringrazio Dio perché in Italia c’è un eroe, ma no semplicemente un uomo come Gino Strada che consentirà con le sue strutture a qualche italiano in più di sopravvivere trovando preso Emergency quell’assistenza che questo stato di merda si fa pagare sempre più salata offrendone tra l’altro il peggio possibile. Detto questo passo al restoe vi avviso che stasera mi gira storta. IO SONO RAZZISTA: i leghisti, Beppe Grillo, Casaleggio, i fasci di combattimento, quelli littori, le camice nere in genere, gli stronzi, e tutti i coglioni di questa italia (volutamente in minuscolo) hanno regione. I NERI, i MUSSULMANI, GLI ALBANESI, I RUMENI, I ROM, e tutti gli extracomunitari possibili, da ovunque vengano, DEVONO RESTARSENE A CASA PROPRIA E NON DEVONO PIU’ VENIRE in QUESTO PAESE. Prima di spiegare il perché di questa mia posizione, lasciatemi per un attimo parlare di Cassano, il giocatore del Parma che, però s’è girato le squadre di mezza Europa. Antonio è un genio assoluto dell’arte pedatoria: un maradona in sedicesimo, ma assolutamente ai vertici di qualsiasi classifica europea, uno di quelli che può farti innamorare con una finta o un dribbling e che in un attimo con una magia ti risolve una partita; Antonio, però, è, spero per lui sia, stato uno che ha sciupato la sua vita calcistica, sulla privata non interloquisco; ovunque è stato ha avuto a che dire con allenatori, compagni e presidenti ed alla fine ha dovuto andarsene o è stato ceduto. Avrebbe potuto raggiungere l’Olimpo del calcio ma la sua testa, forse impreparata alla ricchezza facile ed al lusso sfrenato lo ha condizionato limitandone le possibilità. Cassano potrebbe definirsi una testa volata che ha pagato sempre in prima persona per i propri sbagli. Eccoci a Balotelli: il giocatore del Milan è un altro Cassano; bravissimo nel modo di giocare al calcio, ma assolutamente inadeguato per tutto il resto. La sua mancanza di rispetto nei confronti della ministro Kyenge è tra le perle del suo comportamento così come l’ultima affermazione che ha fatto a proposito della camorra su twitter. Balotelli, però, a differenza di Cassano non è bianco e, dunque, la tendenza è quella di coccolarlo, di far finta di nulla che non si pensi che siamo razzisti; ebbene, io dico che un maleducato, un imbecille, così lo ha definito un deputato, un pazzo, uno scapestrato, bianco o nero che sia, rimane tale e che sia un grandissimo giocatore o sia semplicemente un pappone deve essere sancito e ripreso alla stessa maniera. E veniamo adesso al mio razzismo: IO non voglio più extracomunitari sul suolo della mia patria. Non li voglio più per il semplice e lapalissiano motivo che qui vengono ad imbastardirsi, a soffrire una società che non è buona nemmeno per sé stessa, vengono ad essere sfruttati da gentiluomini che non li vorrebbero a casa loro, ma che li sfruttano per pochi euro l’ora ovunque sia possibile; vengono a perdere di dignità provenendo da popoli che dignità e carisma ne hanno da vendere; vengono ad allordarsi mischiandosi ad un popolo che non ha nemmeno il coraggio di legittimamente difendersi e si fa prendere a calci da qualunque sguattero lecchino che sia riuscito a farsi eleggere; vengono a farsi maltrattare da un popolo che è buono a maramaldeggiare i deboli ed a farsi sodomizzare dai forti. Si sono un razzista, ma lo sono all’incontrario, non li voglio, perché non siamo degni di accoglierli ed al posto loro avrei schifo a venire in questo paese, anche fosse solo IN TRANSITO.