... uomini soli ... - di Francesco Briganti
Nella vita delle persone ci sono accadimenti, incontri, luoghi che in qualche modo impressionano la pellicola del divenire e che, anche quando fossero fulminei e transitori oppure passati e lontani nel tempo, restano lì, presenza perenne, nell'album della memoria.
Ci sono abitudini e quindi usi e dunque costumi che nessuno impone a nessuno, ma che, comunque, per quanto ostici o non compresi, continuano a mantenere il loro perseverare senza alcuna spiegazione se non la pigrizia o l'adagio secondo cui la via vecchia è sempre meglio della nuova.
Da qui l'arte di arrangiarsi del Napoletano, l'indole paciosa e me ne freghista del romano, l'industriosità del milanese, la caparbietà del calabrese, l'operosità del veneto, l'avarizia del ligure, l'irascibilità del siciliano e così via regione dopo regione, città dopo città, contrada dopo contrada.
Luoghi comuni, talmente banali e sciocchi di fronte alla considerazione per cui ogni mondo è paese che sarebbe veramente facile annichilirli tutti in funzione di un solo, unico, spirito comune: quella italianità che, da sola, dovrebbe rendere al mondo la grandezza di un paese culla e genesi di quanto di meglio all'esistenza dopo i periodi arcaici della Grecia, dell'Africa settentrionale ed indietro nel tempo dell'Asia minore e dell'estremo oriente.
A ripercorrere all'incontrario la storia dell'uomo, dai tempi e dai luoghi più lontani sino ad oggi e fino a giungere all'Italia, si dovrebbe convenire tutti sul fatto che nessuna nazione oggi esistente può dirsi una e unita da sempre. Questo è un fatto valido per la Cina ed i cinesi, per i mesopotamici e gli egiziani; lo è ancora con maggiore evidenza per i greci, divisi e combattuti com'erano e per secoli tra la passione per Sparta ed Atene e tra le politiche democratiche e quelle dittatoriali; dunque, non dovrebbe essere valida per noi italiani la ragione dettata dall'esistenza dei comuni, delle signorie e dei principati a spiegare la nostra difficoltà a considerarci una nazione sola ed un solo popolo.
Ed allora, com'è che i francesi hanno la "grandeur", i tedeschi hanno lo " uber alles ", gli inglesi lo "humor" e noi " il ventre molle della vacca" così come ci definì un certo w. Churchill dall'alto della sua spocchia tutta e totalmente inglese?.
E perché gli americani hanno "Dio benedica l'america e nessun altro" e noi, invece, "la madunina"," san Gennaro", il "vesuvio fa tu", la "Giulietta era una zoccola", il" baciamo le mani"o il "voscienza 'ssa benedica" quest'ultimo sempre più diffuso ovunque?.
Com'è che il detto " Italiani e Greci, una faccia una razza" vede i greci ribellarsi e combattere contro i propri governanti e la troika di teutonica ispirazione mentre noi italiani continuiamo a farci prendere per il culo da chiunque e dovunque?.
Chi mi dice come mai la Spagna risorge, faticosamente, dal baratro mentre noi vi affondiamo sempre di più ogni giorno?; qualcuno sa il perché un popolo intero di una nazione in difficoltà versa lacrime disperate per una partita di pallone persa mentre qui da noi un'ora dopo non glie ne fregava più niente a nessuno ed il maggior responsabile lamentava minacce di morte ed accusava tradimenti vari dai propri giocatori?.
Non siamo degli alieni alla razza umana; non siamo i paria ed i reietti nel parco degli esseri viventi e, dunque, come è che troviamo accettabile vivere in una situazione che a detta di tutti e di ciascuno vivibile non lo è più?. Potrebbe essere che questo succeda perché qualcuno, forse Dio?, il caso?, una mente occulta?, ha fatto sì che quella non vivibilità abbia motivazione poco comuni e differenti per ognuno di quei "ciascuno"?.
O è semplicemente perché siamo troppo stupidi per renderci conto di quanto siamo STUPIDI?.
Fate Voi; oggi è il 10 di Luglio, fa caldo e, comunque, come si dice ...
DOMANI E' UN ALTRO GIORNO!.