...verrà giorno... - di Gino Gatto

02.09.2014 11:32

La crisi non accenna ad allentare la presa, anzi gli scenari che si presentano non hanno nulla di positivo; il passo indietro tanto auspicato da parte della politica, nemmeno l'ombra; le tasse ci sono e aumentano, il lavoro manca e continua a mancare, i debiti della PA aumentano vertiginosamente, i cittadini che vantano crediti dalla Stato li continuano a vantare. Però il braccio lungo dello Stato pretende puntualità da parte dei contribuenti, mentre il su braccio corto se la prende comoda.

Due pesi e due misure, questa è l'Italia di oggi; con pensioni e vitalizi da nababbo per alcuni (che magari non hanno mai versato contribuzioni, se non figurative), con pensioni da fame per molti (che dopo decenni di versamenti), si vedono negata la possibilità di ricevere il frutto del sudato lavoro.
A quanti di noi è sfumata la tanto sospirata pensione, al punto di tale di rivolgersi ai propri genitori e chiedere il perchè non si sono uniti qualche mese prima?
Le regole non si cambiano durante la partita, ma questo vale solo per la Casta, per i comuni mortali, luridi contribuenti, limoni spremuti, la regola si cambia eccome!

Le tutele sul lavoro vengono messe in discussione, con buona pace dei sindacati, che dopo essersi ingrassati a spese dei lavoratori, siedono al tavolo della spartizione delle malefatte; e l'italiano paga, l'italiano diventa straniero in casa propria, l'italiano deve cedere il passo e sottostare all'esodo di altri popoli, che pretendono, dopo averci imposto la loro presenza, vengano attenzionati con particolare occhio di riguardo; però distruggono i centri di accoglienza, pretendono il condizionatore in camera, il bagno singolo, il sussidio, le sigarette, il vitto; sorpassando piè pari i nativi che si trovano in difficoltà non voluta! Pretendono che vengano riconosciuti i loro usi e costumi, infischiandosene delle regole vigenti, si presentano per il rinnovo del documento di identità col burka e senza colpo ferire gli viene rinnovato, senza essere riconosciuti (la loro religione non consente di svelarsi ad estranei), se vai tu “italiano” e indossi ancora il casco vieni richiamato al rispetto delle norme vigenti, a casa tua!

Forse nel nostro Paese si è travisato il concetto di carità, la prima carità, signori politici, si fa in casa, principio dettato da una norma giuridica del Diritto Romano, la norma del buon padre di famiglia, la base di tutti gli arbitrati. Mi rendo conto che la nostra politica è tutt'altro che un buon padre di famiglia.

Signori, quando deciderete di agire nell'interesse della comunità? - L'interesse di quella comunità alla quale avete richiesto fiducia, ma che una volta giunti al traguardo avete abbandonato per perseguire il vostro interesse personale.
Una comunità stanca, afflitta, vessata; fino a che punto rimarrà immobile a subire, avete valutato anche questo? Siete sicuri che gli italiani siano “coglioni”? Siete certi di poter fare bello e cattivo tempo a vostro piacimento? La vostra arroganza ci esaspera, mentre il nostro stato di quiescenza vi deve preoccupare.

Vi arrogate il diritto di cambiare le regole, quando siete stati eletti con l'inganno con norme illegittime ed incostituzionali, volete cambiare le regole sedendo con pregiudicati dichiarati, un parlamento formato per il buon 60% di indagati (sono cosciente di aver fatto una valutazione irreale, poiché i valori vanno oltre); tagliate la sanità, le pensioni, costruite nuovi balzelli... ormai le risorse sono terminate; tagliate le scorte (se siete onesti, cosa temete), tagliate le vostre spese “inutili”, riducete i vostri compensi. Evitateci le prese in giro! Fate davvero gli interessi di una Nazione con dei trascorsi culturali e d'arte unici al mondo.
Così facendo favorite la fuga da questo Paese, non la rinascita!
Il “buon padre di famiglia” porta il frutto del sudore a coniuge e figli, non li fa sudare per goderne lui.
Sono sicuro, che questo mio scritto andrà a tenere compagnia a tantissimi altri scritti dello stesso tenore, ve ne infischiate, continuate imperterriti nel vostro cammino... fare pure! Il dito lo punto come un tale di nome Ludovico poi fra Cristoforo al quale il Manzoni fa proferire: “...verrà giorno...!”