… via dei matti numero zero … - di Francesco Briganti
Qualsiasi massaia di questo mondo sa perfettamente che quando la confusione è sovrana in una casa spostare gli oggetti da una parte all’altra non significa fare ordine né toglierne qualcuno o aggiungerne qualche altro migliora o peggiora la situazione. Una mamma di famiglia, una moglie, quale ne fosse stata la causa, quando decide di fare, ad esempio, le pulizie di stagione, in quella casa in discussione, la rivolta come fosse un calzino fino a che anche l’angolo più remoto non risplende come fosse un gioiello prezioso tramandato da generazioni.
L’Italia è un po’ questo: la confusione di un rinnovamento o, peggio, il caos organizzato di un trasloco!. Il problema è che non si va da nessuna parte e che si è creato quel caos, più o meno organizzato, non per andare da qualche parte, ma per cambiare la struttura stessa della casa restandoci dentro e con tutti i rischi che tutto ciò comporta. Problema dei problemi, poi, una ristrutturazione affidata non già ad una impresa professionalmente esperta, non già a degli addetti ai lavori vagliati e scelti tra i migliori, ma ad una raffazzonata schiera di giovanotti e giovanotte la cui unica qualità è un difetto gravissimo esprimibile in un titolo pirandelliano: “ così è se vi pare!”.
La cronistoria del divenire di un coglione, da garzone di bottega a papa indiscusso, è palese a tutti; a quelli distratti e fiduciosi che vi hanno contribuito, a quelli in malafede che già ne sapevano e pregustavano il cammino, a quelli idioti che non hanno saputo unirsi nell’ostacolarlo, a quelli che: “ … tanto che mi frega, questo o quello per me pari sono!”.
Dei quattro esemplari di imbecilli a racchiudere insieme la totalità delle genti italiche, i più responsabili, colpevoli di lesa patria ed alto tradimento, sono gli ultimi due: stupidità ed ignavia il loro capo di imputazione. I primi due, invece, se riesce la finalizzazione di quel progetto che credono loro e che invece ha un padrone ben più lontano nel tempo e nello spazio, scopriranno che neanche a loro toccherà goderne, ma a loro è riservata la stessa sorte degli altri, in quanto quella finalizzazione, la ristrutturazione della casa di cui sopra ed al momento giusto, non vedrà altri vincitori che gli unici veri possessori dello stabile e, dunque, anche loro sorte sarà pagarne il fitto.
Con suppellettili sparse per i vari locali si continuano a dare picconate ai muri; si aggregano improvvisati collaboratori allo scopo, si convincono i perplessi sulla tenuta dei muri maestri o li si porta alla adesione all’abbattimento, illudendoli con qualche aggiunta o qualche sostituzione di materiale, si nasconde o camuffa un cedimento improvviso o la minaccia di un crollo totale intonacando qui, riverniciando lì, alzando paraventi, pareti sostitutive di cartongesso, aprendo finestre su muri chiusi o cortili senza sbocchi.
Ed che così che in quella casa troverete un muro dove ci vorrebbe una finestra, una scala al posto di una porta, un cesso grande quanto un salone ed una camera da letto quanto uno sgabuzzino, con la cucina in giardino ed una serra al posto di uno studio. Il gestore aumenterà le proprie pretese in funzione di quella ristrutturazione, in attesa che il vero, unico, padrone richieda il pagamento resa dei conti a tutti ed ad ognuno compresi coloro che oggi ridono, sono beati “ perché dopo tanto tempo almeno si cambia”, son tutti presi a litigare su chi è un vero oppositore.
Per farla breve, dopo cotanta perdita di tempo, mia e Vostra, nel mentre che si dibatte su modifica senato si e/o modifica no, alla camera discutono, stanno approvando o hanno già approvato una legge bavaglio che codificherà cosa e chi si potrà intercettare, cosa e chi si potrà e potrà pubblicare, di modo che ciò che Vi sarà dato di sapere sarà sempre più demandato alla decisione di altri e non al Vostro libero interessamento. Questo è quanto ad oggi!. Ma non disperatevi, né illudetevi, giacché ….
Al peggio non c’è mai fine!, NON ANCORA ALMENO!..