“ … vive la France … “ atto secondo - di Francesco Briganti

03.10.2014 20:29

Continua la recita da supporter o da gregario che il bamboccione fantoccino fa per icari cugini francesi.
“ … non attaccate Parigi altrimenti vince Le Pen … “ queste le parole del nostro presidentissimo del consiglissimo, mostrando di temere la vittoria in libere elezioni di un candidato non scelto dal vertice di uno nostrano stronzissimo partito. Come a dire che il fascista Le Pen eletto democraticamente, quando questo dovesse avvenire, è un pericolo dichiarato per quei paesi in cui la democrazia si manifesta a mezzo di una legge elettorale che impedisce di scegliersi i candidati, che è misconosciuta dagli elettori i quali per la loro metà non la sfruttano ed il tutto in un paese, “questopaese” dove il premier è espressione palese e auto dichiarata di giochi di retroscena, di tradimenti vari, di inciuci e di negazioni abnormi di tutto quanto precedentemente detto e, addirittura, giurato.
Le Pen, è effettivamente un fascista e della peggior specie; è razzista, filo nazista, discriminatorio ad ogni livello del comune e social vivere, ma se fosse eletto in libere elezioni sarebbe un problema per i francesi e solo per i francesi a cui la storia, evidentemente non avrebbe, in quel caso insegnato nulla.
Il nostro premier, invece, milita, lui dice così, in un partito di sinistra, ed anche quel partito dice così; è un ex della democrazia cristiana, partito questo che ha imposto, con ogni mezzo, il proprio potere per cinquant’anni; e figlio di un “ … Letta stai sereno … “ al cui confronto Giuda risulta essere il discepolo prediletto del Dio n terra; è un parolaio megalomane e pretenziosamente autoritario; e poi … il fascista è Le Pen.

In “questopaese” si crede che fascista sia chi saluta romanamente, quello è deleterio folclore, folclore stupido ed inutile, ma folclore; si crede che fascista sia chi veste la camicia nera ed anche quello è solo un mostrarsi vecchi di idee e di raziocinio; si crede che fascista è chi somministra olio di ricino e manganellate ed alla via così seguendo tutte le scenografie del ventennio; non si riesce mai a vedere, a credere, a riflettere sul fatto che il fascismo, sopra tutto ai giorni nostri, ha assunto vesti diversi, comportamenti diversi, morfologie diverse.

Riflettete: non c’era libertà allora, ma adesso potete dire di essere liberi, se non avete un lavoro, un sostentamento quale che sia, se i vostri figli sono disperati, se non arrivate a fine mese, se la vostra dignità scade di valore giorno dopo giorno?; allora non si poteva parlare ed oggi si; allora chi parlava e discuteva il sistema andava all’esilio o peggio, morendo a volte senza per questo cambiare nulla, ma oggi che la nostra voce è urlata ovunque e dovunque, oggi che la gente si dà fuoco, cambia forse qualcosa?, qualcuno ascolta?; no!, non gliene fotte nulla a nessuno lo stesso. Allora c’erano adunate oceaniche sotto il balcone di piazza Venezia, ma non vi risulta che le stesse adunate, libere?, davvero libere? o costrette dalle condizioni generali?, le abbiamo ai comizi di Grillo, a quelli del pd, a quelli del nano degno patrigno di quel figliastro.

Dunque Le Pen il fascista, il pericolo per la democrazia, lo sfascista di questa Europa della fame e della morte ed ecco che si sbandiera ai quattro venti un’altra inutile minaccia, lo è, lo è, ma non per vera preoccupazione, ma per distogliere l’attenzione dalle migliaia di menzogne e promesse che non vedranno mai la luce.

Quindi, e per cortesia riflettete ancora, quelli come Le Pen sono evidenti, chiari, si possono e si devono combattere con ogni mezzo per difendere la democrazia e la libertà di ognuno, ma ciascuno deve anche capire che invece quelli come il bamboccione, fascisti al pari, si insinuano nelle case, diventano famigli, rubano il domani, e …

Vi inculano allo stesso tempo, modo e risultato.